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Caccia: terminato esame emendamenti DDL “Sparatutto”. Approvati nuovi emendamenti peggiorativi

Caccia nelle spiagge e nelle aree protette, nuove specie cacciabili, bavaglio a chi protesta contro la caccia e altro.

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venerdì 15 maggio 2026

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Renderemo pubblici nomi dei Senatori che in aula voteranno a favore della Legge “Sparatutto”

La scorsa settimana le associazioni avevano scoperto una lettera inviata dalla Commissione Europea al Governo a dicembre 2025, nella quale venivano evidenziate le tante criticità del Disegno di legge “sparatutto” fortemente voluto dal Ministro Lollobrigida. Una lettera di forte censura che è un presagio per l’apertura di nuove procedure d’infrazione e che è stata tenuta nascosta tanto da Palazzo Chigi quanto dai ministeri competenti, fino a quando, noi ed altre associazioni animaliste e ambientaliste, ne siamo venuti a conoscenza da altre fonti e ne abbiamo resi pubblici i contenuti.

Nonostante i contenuti della lettera siano diventati di dominio pubblico, il Governo e la maggioranza parlamentare continuano a procedere spediti nel percorso di approvazione del famigerato Disegno di legge che smantellerà le ancora residue tutele garantite agli animali selvatici con gravi rischi anche per l’incolumità pubblica.

Nella seduta di mercoledì 13 maggio, infatti, è terminato l’esame degli emendamenti la cui approvazione ha ulteriormente peggiorato i contenuti del disegno di Legge:  caccia nelle spiagge e nelle aree protettenuove specie cacciabili e bavaglio a chi protesta contro la caccia, sono questi i principali contenuti degli emendamenti approvati, oltre  alla rimozione del lupo dalla lista delle specie particolarmente protette.

Lo scorso anno il Ministro Lollobrigida aveva accusato le associazioni di diffondere fake news quando affermavano che voleva consentire la caccia nelle spiagge, ma ora con l’approvazione dell’emendamento che consente la caccia sul “demanio marittimo” smentisce sé stesso e conferma le anticipazioni delle associazioni.

La lista della specie cacciabili, che già ammonta a ben 48, viene ora ulteriormente incrementata con l’introduzione dell’oca selvatica, del piccione domestico e dello stambecco. La sopravvivenza dell’ oca selvatica  viene così messa a serio rischio trattandosi di una specie già molto rara nel nostro Paese dove conta circa 400 coppie stanziali. Mentre l’ingresso del piccione domestico nella lista delle specie cacciabili, conferma che questa maggioranza, per far piacere ai cacciatori, è disposta a mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini,  si prefigura un futuro nel quale i cacciatori invaderanno piazza San Marco a Venezia pur di uccidere qualche piccione.

Come avevamo prefigurato già a dicembre 2022, questo Governo e questa maggioranza sono disposti a tutto pur di soddisfare le richieste di uno sparuto 0,6% di cacciatori,  nonostante la maggioranza dei cittadini sia da sempre contraria alla caccia, anche a far aprire la caccia in città senza nessun rispetto per la vita degli animali e per la sicurezza delle persone.

Il 14 maggio assieme alle altre associazioni, abbiamo preso parte  a una conferenza stampa al Senato dove sono stati evidenziati i tanti rischi per animali e persone contenuti nel Disegno di legge voluto da Lollobrigida.

Noi di LAV abbiamo evidenziato come non sia stata sufficiente l’approvazione, nel 2002, del cosiddetto emendamento “ caccia selvaggia”, presentato da un gruppo di deputati di Fratelli d’Italia che, pur risultando estraneo per materia, è stato approvato. Tale intervento ha comportato la possibilità di cacciare anche all’interno di parchi e aree protette, in ambito urbano, e senza limitazioni temporali o stagionali. A ciò si è aggiunta la successiva soppressione del divieto di caccia sui valichi montani.

Nonostante ciò, la maggioranza e il Governo hanno proseguito lungo questa direzione, tanto che il disegno di legge di iniziativa popolare, pur richiamato nel dibattito dalle opposizioni, non ha trovato adeguato spazio di discussione parlamentare. Si tratta di una circostanza appare rilevante nel valutare il rapporto tra indirizzo legislativo e partecipazione democratica, anche alla luce delle istanze espresse dalla cittadinanza.

Infine, oltre a sollevare profili incostituzionalità del provvedimento, abbiamo rivolto ai senatori della maggioranza un invito a valutare un atto di responsabilità istituzionale, esprimendo contrarietà al testo in Aula, nel rispetto dei principi di tutela degli animali selvatici, delle garanzie costituzionali e della sicurezza pubblica.

Non appena disponibili, renderemo pubblici i nomi dei Senatori che in aula voteranno a favore della Legge “Sparatutto” e chiederemo che rispondano in pubblico del loro voto scellerato.