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Capretta uccisa ad Anagni: chiediamo di approfondire le chat dei ragazzi

Fissata udienza davanti al GIP di Frosinone. Nessuno deve restare impunito dopo aver maltrattato o ucciso un animale!

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Ultimo aggiornamento

mercoledì 17 dicembre 2025

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Maltrattamenti

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Siamo riusciti ad evitare ancora una volta l’archiviazione

Noi di LAV ci eravamo opposti all’archiviazione delle indagini, richiesta per ben due volte dalla Procura di Frosinone, nei confronti di chi aveva ucciso a calci una capretta in un agriturismo ad Anagni, nell’agosto 2023, e di chi aveva filmato l’intera vicenda senza intervenire in alcun modo in difesa dell’animale, ma incitando alla violenza. 

Con il nostro secondo atto di opposizione siamo riusciti ad evitare, ancora una volta - e per ora - l’archiviazione e ad ottenere che il Giudice per le indagini preliminari valuti se iniziare o meno il processo. 

L’udienza è stata fissata per l’11 febbraio 2026, innanzi al GIP del Tribunale di Frosinone. 

Quello che contestiamo e che ribadiremo in udienza è l’interpretazione di alcuni dati emersi dalla consulenza tecnica disposta, grazie alla nostra precedente opposizione, dal Pubblico Ministero sui telefoni cellulari dei ragazzi indagati e presenti durante i fatti che, a nostro avviso, inchioderebbero i responsabili del gesto. 

Dalle chat estrapolate, infatti, alcuni di loro avrebbero esternato dichiarazioni fortemente accusatorie nei confronti degli autori delle violenze perpetrate ai danni della capretta. 

Andremo avanti perché non è accettabile assistere a episodi di questo tipo, in cui gli animali vengono trattati come vittime di seconda categoria e i maltrattamenti o le violenze subite risultano spesso sottovalutati dalle autorità competenti o consentiti da un quadro normativo inadeguato.

Nessuno deve poter credere di restare impunito dopo aver maltrattato o ucciso un essere senziente.