La Catalogna dice NO agli animali nel circo. E L'Italia cosa aspetta?

Lo scorso 22 luglio, dopo un anno di  dibattimento, il parlamento catalano ha approvato a larghissima maggioranza (105 voti a favore, 19 contrari e 8 astensioni) il divieto di utilizzo di animali selvatici ed esotici nei circhi, proposto da una cordata composta dai maggiori partiti politici.

La legge appena approvata prevede inoltre la costituzione di un Osservatorio che dovrà valutare la possibilità di proibire l’utilizzo di altre specie  per motivi etologici o regolarne le condizioni di detenzione.

Il divieto entrerà in vigore nel 2017. Questo periodo di tempo consentirà di trovare sistemazioni adeguate per gli animali ed eventualmente riconvertire il settore ad altre attività. Centinaia di comuni in Spagna hanno già vietato gli attendamenti dei circhi con animali quindi si prevede che il divieto di utilizzo di animali si estenderà prossimamente anche in altre regioni spagnole. Già  due anni fa la Catalogna si era distinta per aver introdotto il divieto alle corride, eliminando di fatto una tradizione nazionale.

Contrariamente al trend europeo che vede gli Stati progressivamente impegnati nel proibire o limitare i circhi con animali, l’Italia si distingue per una politica  di promozione dei circhi con animali riconoscendogli un finanziamento pubblico di circa 3 milioni di euro l’anno, dati questi riscontrabili nel nostro rapporto.

La nostra legislazione risalente ormai a quasi 50 anni fa ( legge 337 del 1968) è completamente inadeguata, e non riflette principi etici né le attuali conoscenze etologiche degli animali. Le proposte di legge già presentate in Parlamento, mirate ad introdurre una legislazione nazionale che vieti l’anacronistico e crudele utilizzo degli animali nei circhi, non sono mai state calendarizzate e quindi discusse.

La LAV chiede al Governo Renzi di adeguare l’Italia ai progressi legislativi esistenti in Europa rispetto ai circhi, tenendo conto della grandissima sensibilità dei cittadini su questi argomenti e dunque procedere a cancellare i finanziamenti ai circhi, riconvertire il settore ad altre attività e introdurre una legislazione che metta fine all’ utilizzo degli animali a fini di spettacolo ed intrattenimento. 

Gaia Angelini
Responsabile Settore Animali esotici in cattività