Home | ... | | Fur Free Europe: la Commissione Europea ha deciso di non decidere

Fur Free Europe: la Commissione Europea ha deciso di non decidere

Il nostro lavoro prosegue sul piano tecnico e, non appena si insedierà la nuova Commissione Europea, anche su quello politico per un?Europa senza pellicce.

leggi la storyline

Ultimo aggiornamento

giovedì 20 luglio 2023

Topic


Moda animal free

Condividi

La commissione UE dia una risposta coerente con la richiesta dei cittadini europei di vietare allevamento e commercio di pellicce

A seguito dell’avvenuta validazione di +1,5 milioni di firme, oggi si è svolto il formale incontro tra gli organizzatori dell'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) Fur Free Europe, tra cui la LAV (rappresentata da Simone Pavesi Responsabile Area Moda Animal Free), e la Commissione europea (nella persona della Commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, e la Vice Presidente, Věra Jourová), per presentare l’istanza e rimarcare l'importanza di un divieto armonizzato degli allevamenti di animali “da pelliccia” e l’introduzione di un divieto alla immissione di prodotti di pelliccia sul mercato europeo.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei è uno strumento ideato dalla stessa Commissione Europea per generare un processo decisionale più democratico e consentire la partecipazione attiva dei cittadini alla definizione delle politiche europee. Dato il risultato raggiunto da Fur Free Europe (+1,5 firme validate raccolte in soli 10 mesi contro i 12 disponibili) ora la Commissione Europea deve dare una risposta concreta e coerente alla richiesta di vietare allevamento e commercio di pellicce. Simone Pavesi,  Responsabile LAV Moda Animal Free

Più di 1,5 milioni di cittadini hanno sottoscritto Fur Free Europe e 19 Stati membri, tra cui l’Italia, hanno già vietato totalmente o parzialmente l'allevamento di animali “da pelliccia” per motivi di benessere animale e salute pubblica.

L'appello è stato anche recentemente ribadito dalla maggioranza degli Stati membri durante la sessione di giugno del Consiglio Agricoltura e Pesca (AGRIFISH) ed è stato sostenuto pubblicamente da numerosi membri del Parlamento europeo.

Entro la fine del 2023, la Commissione Europea pubblicherà una proposta volta ad aggiornare la legislazione dell'UE sul Benessere degli Animali in allevamento per allinearla alle più recenti conoscenze scientifiche.

Gli organizzatori della ICE hanno ribadito ancora una volta che, mentre è possibile migliorare gli standard di benessere per gli animali domestici (per esempio escludendo il ricorso alle gabbie come chiesto con un’altra ICE di successo End The Cage Age), la scienza ha chiaramente dimostrato che ciò non è possibile per gli animali selvatici quali appunto sono i visoni, le volpi, i cani procione e altre specie sfruttate per la pelliccia. Di conseguenza, nella proposta dovrebbe essere incluso da subito un divieto di allevamento di animali “da pelliccia”.

Gli allevamenti per le pellicce rappresentano anche un significativo rischio per la diffusione di malattie zoonotiche, mettendo a rischio sia gli animali che gli esseri umani, un fatto che è diventato ampiamente evidente durante i recenti focolai del virus pandemico SARS-CoV-2, quattro verificatesi anche in Italia.

Oltre al divieto all’allevamento in UE, vietare anche l'immissione sul mercato dell'UE di prodotti di pellicceria garantirà che le pellicce prodotte in condizioni altrettanto crudeli in paesi terzi non possano essere vendute nel Mercato Interno.

Poiché l'UE si sta preparando a fare un passo da gigante per gli animali, e con la revisione prevista per il regolamento sugli animali in allevamento, questa è una grande opportunità per dimostrare che pratiche così crudeli e ingiustificabili non hanno posto in Europa. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce e, affinché questo strumento democratico abbia successo, ci aspettiamo presto una risposta positiva dalla Commissione Europea. Reineke Hameleers, CEO Eurogroup for Animals

La risposta formale della Commissione Europea alla Iniziativa dei Cittadini Europei Fur Free Europe è prevista entro il 14 dicembre. Nel mentre, la procedura ICE prevede l’incontro che si è tenuto oggi a Bruxelles tra gli organizzatori della petizione validata (avendo ampiamente superato la soglia del milione di firme) e la Commissione Ue.