Chiude la stagione caccia, proseguita nonostante le norme anti-Covid

Se c’è una cosa che, in piena pandemia da Coronavirus, la stagione venatoria 2020/21 (che chiude ufficialmente domenica 31 gennaio) ha chiaramente evidenziato è quanto le Regioni siano assoggettate alle pretese dei cacciatori e quanto siano del tutto disponibili ad assecondarle, anche mettendo a rischio la salute dei cittadini.

La gran parte delle Regioni, infatti, ha escogitato ogni possibile stratagemma amministrativo pur di consentire ai cacciatori di poter praticare la loro sanguinaria passione, in deroga alle limitazioni imposte agli spostamenti dalle misure anti Covid.

E’ inaccettabile che pur di soddisfare le pretese dei cacciatori si metta a rischio la salute dei cittadini, come è incredibile che il Governo non abbia vietato la caccia, nonostante i numerosi casi di animali uccisi dai cacciatori e risultati positivi all’influenza aviaria ad alta patogenicità.

Oggi più che mai la caccia si dimostra come un’attività del tutto inutile, violenta, che causa morte e sofferenza fra milioni di animali e che contribuisce ad aumentare il rischio di nascita e diffusione di nuove pandemie per tutti questi motivi deve essere definitivamente abolita e relegata tra le attività oggi indegne di una società civile!

Massimo Vitturi
Responsabile Area Animali selvatici