Felicissimi che la tutela degli animali selvatici abbia prevalso su soluzioni sbrigative e sanguinarie come sempre a danno degli animali.
Era stata etichettata come aggressiva e pericolosa solo perché si stava comportando come ogni genitore farebbe: proteggendo i propri piccoli. Eppure, il Comune di Pordenone, l’aveva condannata a morte.
Grazie al nostro ricorso e a quello delle altre associazioni, la giustizia ha definitivamente riconosciuto le nostre ragioni e l'ordine di uccisione è stato annullato dal TAR.
È una vittoria per questa cornacchia, ma anche un messaggio chiaro a tutte le amministrazioni: gli animali non si uccidono, ma si tutelano, si rispettano e si cercano soluzioni che rendano possibile la convivenza.