Covid e visoni: controlli compromessi da carenze in fase di attuazione

Abbiamo scoperto che lo screening diagnostico obbligatorio introdotto dal Ministero della Salute lo scorso dicembre (dopo mesi di nostre richieste in tale senso) rischia di essere inficiato da gravi carenze nella fase attuativa con ritardi nella analisi dei campioni biologici (sino a 120h contro le 48h previste), e con assenza di controlli (anch’essi obbligatori) sui visoni che muoiono (per cause ignote) negli allevamenti italiani.

Gli allevamenti italiani di visoni (per la produzione di pellicce), non sono in condizioni di biosicurezza.

Già a novembre abbiamo denunciato la violazione delle minime procedure gestionali atte ad evitare l’introduzione del coronavirus nei visoni. Questi allevamenti sono classificati potenziali serbatoi del virus pandemico, il Governo (in primis i Ministri della Salute, Roberto Speranza, e dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli) e il Parlamento devono intervenire con urgenza per vietare gli allevamenti “di pellicce”.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, lo scorso 25 febbraio ha disposto come misura anti-Covid la sospensione (sino al 31 dicembre 2021) delle riproduzioni dei visoni per ridurre la densità di popolazione nei 6 allevamenti italiani e dove, attualmente, sono stabulati oltre 10.000 visoni riproduttori. In assenza di nuove misure, dal 2022 gli allevamenti torneranno a pieno regime incrementando quindi la possibilità di formazione di nuovi focolai.

Anche per questa ragione è urgente che il Governo e il Parlamento intervengano da subito, con specifico atto, per vietare in via permanente l’allevamento dei visoni - e di ogni altro animale - per la produzione di pellicce!

 
#EMERGENZAVISONI

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