Seduta dopo seduta, la nostra analisi dello svolgersi della discussione degli emendamenti.
Le Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura del Senato hanno ripreso l’esame del disegno di legge n. 1552, presentato dal senatore Lucio Malan insieme ad altri Capigruppo della maggioranza. Il confronto sugli emendamenti ha evidenziato ancora una volta la netta contrapposizione tra maggioranza e opposizioni che criticano fortemente la deregulation venatoria del provvedimento, noto come “Ddl Sparatutto”, voluto dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Il sottosegretario La Pietra ha espresso parere contrario sulla quasi totalità degli emendamenti riferiti agli articoli 13, 14, 15 e 16. Su indicazione del Governo, con il parere conforme dei relatori, alcuni emendamenti - tutti di maggioranza - sono stati ritirati dai rispettivi proponenti, mentre altri sono stati temporaneamente accantonati per ulteriori approfondimenti.
Tra gli emendamenti ritirati, tutti di segno negativo, alcuni riguardavano le modalità di caccia e i mezzi consentiti come il 13.14 Ancorotti (FdI), che consentiva l’uso di munizioni calibro 22 nel piano straordinario cinghiale, il 14.21 Ancorotti (FdI) e 14.22 Germanà (Lega), che introducevano la possibilità di caccia con natanti, e il 14.27 Germanà (Lega), che estendeva la caccia in braccata al cinghiale su tutto il territorio nazionale. A questi si aggiungeva il 14.39 Ancorotti (FdI), che consentiva l’uso di civette morte come richiami, in violazione delle norme vigenti che ne vietano l’impiego, al pari di quelle vive.
Ampio spazio anche al tema delle licenze e della loro circolazione internazionale. Il 15.50 Ancorotti (FdI) prevedeva l’equiparazione delle licenze di caccia rilasciate in Unione Europea e Spazio Economico Europeo a quelle italiane e rendeva valide su tutto il territorio nazionale le abilitazioni per la caccia agli ungulati. In linea con questa impostazione, il 15.52 Bizzotto (Lega) stabiliva la validità in Italia delle licenze di caccia rilasciate nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo, se equivalenti, mentre il 15.64 Fallucchi (FdI) consentiva ai cittadini extra-UE di noleggiare armi per la caccia.
Sul versante della gestione della fauna e delle attività connesse, il 14.38 Germanà (Lega), incurante anche di possibili rischi alimentari, consentiva il commercio di fauna selvatica morta non proveniente da allevamenti, destinata a sagre e manifestazioni gastronomiche.
Anche tra gli emendamenti accantonati figurano proposte relative alle modalità e alle pratiche venatorie, in particolare l’emendamento 14.26 Bizzotto (Lega), estremamente negativo, che, mantenendo parte delle disposizioni di emendamenti ritirati, prevede un’ampia revisione delle tipologie di caccia includendo la braccata agli ungulati, la caccia da natanti e l’eliminazione di vincoli nelle foreste demaniali, oltre alla soppressione di tutele per alcune specie di uccelli acquatici come anatidi ad esempio. Estremamente negativo anche l’emendamento 14.54 Durnwalder (Autonomie) che introduce la possibilità di caccia con silenziatore, una modalità che riduce la percezione degli spari, facilita il bracconaggio e rende più difficili i controlli.
Nel corso della seduta, la prima volta, sono stati accantonati anche emendamenti dell’opposizione (14.55 Irto (PD), 14.56 Irto (PD), 14.57 Cucchi (AVS), 14.58 Bevilacqua (M5S), che positivamente mirano a sopprimere la norma che amplia la possibilità di caccia nei valichi montani interessati dalle rotte migratorie dell’avifauna, rafforzando così le tutele per le specie migratorie.
Infine è stato accantonato anche l'emendamento 16.0.44 Franceschelli (PD) il quale prevede che Regioni ed enti locali possano autorizzare colture o punti di alimentazione mirati per allontanare la fauna selvatica da campi agricoli, allevamenti e centri abitati, con l’obiettivo di ridurre i danni e prevenire le criticità sul territorio.
Nel corso del dibattito il Movimento 5 Stelle, attraverso numerosi interventi della senatrice Sabrina Licheri, ha espresso voto favorevole a una serie di emendamenti volti a rafforzare le garanzie per la fauna selvatica. Tra le proposte sostenute figurano la soppressione dell’articolo 19-ter della Legge 157 del 1992 e con esso il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica che il disegno di legge vuole ulteriormente fortificare (emendamento 13.14 Ancorotti - FdI) e l’introduzione di un piano nazionale per la gestione integrata del suolo a salvaguardia degli equilibri faunistici (13.16 Sabrina Lichieri – M5S).
Sempre in ambito venatorio, la senatrice Licheri ha sostenuto il suo emendamento 14.7 volto a inasprire i divieti e ad ampliare le distanze di sicurezza da abitazioni e luoghi di lavoro, intervenendo anche sull’uso dei richiami vivi, la commercializzazione di fauna non tracciata e l’attività di caccia in condizioni di scarsa visibilità. La senatrice Licheri ha criticato anche l’impianto dell’articolo 15 del disegno di legge, in quanto insufficiente sotto il profilo dei requisiti formativi e dei controlli per l’abilitazione all’esercizio venatorio. La stessa senatrice ha chiesto conto della contrarietà del Governo contrarietà sul suo emendamento 15.26 che imporrebbe ai cacciatori abilitati in altri Paesi UE/SEE di dimostrare una formazione conforme agli standard italiani per poter esercitare in Italia.
Secca la replica del sottosegretario La Pietra, che ha liquidato la misura come un “aggravio procedurale significativo”. Non è la prima volta, il Governo, rappresentato dal sottosegretario La Pietra, ha motivato altri pareri contrari richiamando la necessità di evitare duplicazioni procedurali, contenere gli oneri amministrativi.
Nel corso delle votazioni anche tutti gli emendamenti all’articolo 16 sono stati respinti, compresi quelli volti a inasprire il sistema sanzionatorio - ad esempio nei casi di bracconaggio - e quelli finalizzati a introdurre programmi educativi nelle scuole sul rispetto degli animali e della biodiversità, per i quali la senatrice Sironi (M5S) aveva chiesto anche la possibile trasformazione in ordine del giorno. Su quest’ultimo aspetto, il Governo ha replicato che tali contenuti risultano già previsti nelle linee guida dell’educazione civica. Un rafforzamento, a nostro avviso, sarebbe però stato opportuno.
Nonostante dai banchi dell’opposizione, in particolare M5S siano arrivati interventi a sostegno di modifiche più restrittive in materia di attività venatoria, tutela della fauna, sicurezza nessun emendamento agli articoli in esame è stato accolto lasciando il testo invariato.
A conclusione della seduta, si è proceduto all’espressione dei pareri sugli emendamenti riferiti all’articolo 17. In linea con quanto già avvenuto per i precedenti sedici articoli esaminati, il sottosegretario La Pietra ha espresso parere contrario sulla quasi totalità delle proposte emendative, con poche eccezioni e una sola richiesta di accantonamento. Quest’ultima ha riguardato l’emendamento 17.0.1000, presentato dai relatori, finalizzato a dare risposta alla procedura d’infrazione relativa all’uso del piombo, nonché i relativi subemendamenti.