Seduta dopo seduta, la nostra analisi dello svolgersi della discussione degli emendamenti.
Dopo uno stallo durato 195 giorni, le Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura del Senato hanno concluso, in meno di due mesi e con i voti favorevoli della maggioranza, l’esame del disegno di legge n. 1552 (Malan e altri Capigruppo della maggioranza), noto come Ddl “Sparatutto”, voluto dal Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, conferendo ai relatori Tubetti (FdI) e Bergesio (Lega) il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea.
Se la maggioranza è stata costretta a fare un passo indietro sullo stambecco, escluso dall’ampliamento delle specie cacciabili dopo le polemiche seguite all’approvazione di un emendamento che ne prevedeva l’inserimento, il provvedimento - già grave nella sua formulazione iniziale - è stato ulteriormente peggiorato nel corso dell’iter parlamentare, segnato dalla netta chiusura del Governo e della maggioranza rispetto alle proposte di modifica migliorative avanzate dalle opposizioni.
Nel corso della seduta conclusiva, le opposizioni hanno confermato il proprio dissenso, esprimendo un voto contrario articolato tra chi contesta il testo e chi, pur criticandolo, riconosce la necessità di un aggiornamento della legge n. 157 del 1992.
Il senatore Franceschelli (PD) ha infatti sottolineato l’esigenza di una “manutenzione normativa” della disciplina vigente, giudicando però il provvedimento divisivo e incapace di tenere insieme le istanze del mondo agricolo, venatorio e ambientale. Ha criticato l’assenza di un monitoraggio preliminare sull’attuazione della normativa attuale, la mancanza di strumenti concreti di sostegno agli agricoltori colpiti dai danni causati dalla fauna selvatica e l’introduzione di logiche di profitto nel settore. Ha criticato, inoltre, la mortificazione del mondo ambientale e avvertendo che la mancata sintesi tra i diversi interessi rischia di generare insoddisfazione e conflitti tra tutte le parti coinvolte. Pur esprimendo contrarietà al testo, ha ribadito la necessità di rafforzare le attività di prevenzione e gestione della fauna, anche attraverso una maggiore collaborazione tra agricoltori e cacciatori.
Su una linea analoga si è collocata la senatrice Fregolent (IV), che ha condiviso la necessità di aggiornare una normativa risalente a oltre trent’anni fa, lamentando tuttavia l’assenza di dialogo da parte della maggioranza e il mancato utilizzo della riforma per affrontare temi ritenuti prioritari, come la diffusione della peste suina africana. Ha inoltre espresso perplessità sull’apertura alla caccia turistica prevista dal disegno di legge.
Più nettamente contrarie all’impostazione della riforma le posizioni del Movimento 5 Stelle e della senatrice Aurora Floridia (Autonomie). La senatrice Di Girolamo (M5S), ricordando che il suo Gruppo ha sempre mantenuto una posizione di contrarietà al disegno di legge, ha richiamato i rilievi formulati dalla Commissione europea sulla incompatibilità del testo con le direttive habitat e uccelli, criticando in particolare il ricorso a visori termici e notturni e i possibili effetti negativi sulle attività di contrasto al bracconaggio.
La senatrice Aurora Floridia (Autonomie) ha invece definito il provvedimento fortemente divisivo e ha evidenziato possibili profili di incostituzionalità di alcune disposizioni, tra cui quelle sui richiami vivi. Ha inoltre contestato la scelta di concentrare l’attenzione su temi legati all’attività venatoria anziché su emergenze ambientali considerate prioritarie, quali il dissesto idrogeologico, l’energia e gli effetti del cambiamento climatico sulla fauna selvatica.
I lavori dell’Aula del Senato sono in programma per il 3 giugno, senza che il DDL “Sparatutto” risulti al momento iscritto all’ordine del giorno. L’Aula sarà infatti impegnata su altri provvedimenti, rendendo più probabile uno slittamento dell’approdo del disegno di legge alla settimana successiva, nonostante il testo fosse stato inizialmente indicato in calendario già a partire da aprile.
Ricordiamo come il testo del disegno di legge, già estremamente negativo, sia stato ulteriormente peggiorato nel corso dell’iter parlamentare attraverso l’approvazione di emendamenti della maggioranza, tra cui l’introduzione della caccia in spiaggia e l’eliminazione del lupo dalle specie particolarmente protette.
A ciò si aggiunge la legalizzazione di numerose pratiche oggi vietate: dalla possibilità di uccidere specie finora protette, quali l’oca selvatica e il piccione di città, per periodi più lunghi che virtualmente possono arrivare a coprire tutto il corso dell’anno, anche su territori fino a oggi preclusi alla caccia, quali i parchi, le foreste demaniali, i terreni innevati, sino alla possibilità di “importare” cacciatori stranieri in numero illimitato mercificando ulteriormente la vita degli animali selvatici.
Chiediamo dunque alla maggioranza di votare contro questo Disegno di legge, in nome della responsabilità, della civiltà, della legalità e del rispetto per la vita, per l’ambiente e per il futuro del Paese.