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DDL 'Sparatutto': diario dell'esame delle Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura del Senato

Seduta dopo seduta, la nostra analisi dello svolgersi della discussione degli emendamenti.

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Ultimo aggiornamento

lunedì 11 maggio 2026

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La seduta di martedì 5 maggio

Le Commissioni riunite 8ª (Ambiente, lavori pubblici) e 9ª (Industria e agricoltura) hanno proseguito l’esame degli emendamenti al Disegno di legge n. 1552, il cosiddetto “Sparatutto”, provvedimento fortemente voluto dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, procedendo alle votazioni sugli emendamenti agli articoli 17 e 18, in una seduta segnata da un confronto politico particolarmente polarizzato tra Governo e opposizioni e, come nelle sedute precedenti, il sottosegretario La Pietra ha espresso parere contrario sulla quasi totalità degli emendamenti.

Centoventisei emendamenti presentati da AVS e M5S erano finalizzati, in modo condivisibile, a rafforzare il sistema sanzionatorio e a introdurre nuove fattispecie di illecito, prevedendo anche sanzioni accessorie quali la revoca o il divieto di rilascio della licenza di porto d’armi o del fucile da caccia, come ad esempio l’emendamento 17.0.2 a firma Sabrina Licheri (M5S). Il Sottosegretario La Pietra, in rappresentanza del Governo, ha confermato un orientamento di segno contrario, giudicando tali interventi eccessivamente rigidi. E in risposta alle richieste di chiarimento della senatrice Sironi (M5S) sul parere contrario all’emendamento 17.0.8 Pirro (M5S), il Sottosegretario ha ritenuto sproporzionato l’inasprimento delle sanzioni accessorie, ritenendo eccessiva la sospensione fino a cinque anni della licenza di porto di fucile per violazioni amministrative eterogenee.

Un ulteriore tema di dibattito ha riguardato le proposte di modifica volte a sanzionare il mancato recupero dei bossoli, contenute negli emendamenti dal 17.31 al 17.132, presentati dal senatore De Cristofaro (Misto – AVS). Anche questi emendamenti, nonostante i bossoli, soprattutto se non vengono raccolti, inquinino il suolo non hanno trovato il favore del Sottosegretario La Pietra.

La senatrice Sironi (M5S) ha contestato più volte i pareri contrari del Governo. Il sottosegretario La Pietra, sostenendo con fermezza e senza esitazione il disegno di legge “Sparatutto”, ha invece replicato che le proposte emendative avrebbero introdotto automatismi sanzionatori non calibrati sulla gravità delle condotte, con possibili effetti eccessivamente punitivi e difficoltà applicative, soprattutto nei casi di recidiva o di violazioni amministrative eterogenee.

Nel corso della seduta il senatore Franceschelli (PD) ha invece difeso il suo emendamento 17.0.11 ponendo l’accento sulla necessità di rafforzare gli strumenti di monitoraggio e trasparenza, in particolare attraverso una relazione periodica al Parlamento sull’attuazione della legge, evidenziando l’importanza di basi informative solide per eventuali future modifiche legislative. La senatrice Sironi (M5S) ha espresso voto favorevole all’emendamento 17.0.11, criticando il Governo per aver prima espresso parere contrario su proposte volte ad attuare il principio di precauzione e a rafforzare la sicurezza dei cittadini, e poi per l’atteggiamento restrittivo anche rispetto al controllo parlamentare.

La fase delle votazioni ha visto il respingimento perlopiù in blocchi di tutti gli emendamenti all’articolo 17 presentatati tra i quali quattro dalla maggioranza.

L’unico approvato è stato l’emendamento 17.0.1000 (testo 2), presentato dai relatori e riformulato in accordo con il Governo. Tutti i subemendamenti collegati sono stati invece respinti, in quanto giudicati non necessari o già assorbiti dal testo riformulato.

Il citato emendamento appare come un tentativo di chiudere la procedura d’infrazione n. 2023/2187, aperta dalla Commissione UE nei confronti dell’Italia, per il mancato adeguamento delle norme nazionali al divieto di utilizzo di munizioni al piombo nelle zone umide. Il quadro che ne deriva appare comunque debole e foriero di numerosi contenziosi perché viene affermato che le cartografie di riferimento, da utilizzare per ‘individuazione delle zone umide dove vietare l’uso di munizioni al piombo, hanno valore esclusivamente “indicativo e non esaustivo”.

Il provvedimento ha quindi subito una modifica decisamente parziale, senza tuttavia accogliere le proposte migliorative avanzate dall’opposizione, incluse quelle in materia di corretta gestione dei grandi carnivori e di promozione della convivenza tra cittadini, come l’emendamento 17.0.13 Maiorino (M5S).

Successivamente le Commissioni hanno esaminato gli emendamenti all’articolo 18, su cui il Governo ha mantenuto un orientamento prevalentemente contrario. Le motivazioni hanno riguardato soprattutto la tutela dell’equilibrio finanziario del provvedimento e la necessità di non alterare la struttura delle coperture previste.

Anche in questo caso, l’opposizione ha criticato la chiusura della maggioranza, denunciando la mancata considerazione delle proposte e la scarsa apertura al confronto parlamentare.

È stato comunque approvato l’emendamento 18.1000 dei relatori relativo alla clausola di invarianza finanziaria, tutti gli altri anche quelli di maggioranza sono stati respinti.

Il seguito dell’esame congiunto è stato quindi rinviato, al fine di proseguire l’esame degli emendamenti ancora accantonati, in un contesto che continua a essere segnato da una forte contrapposizione politica e da un iter legislativo sostanzialmente guidato dal Governo e dai relatori.

Seduta n.35 del 5 maggio