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DDL “Sparatutto”: tutela degli animali selvatici e della biodiversità al centro del dibattito della seduta del 16 settembre.

Respinti tutti gli emendamenti positivi presentati dalle opposizioni.

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Ultimo aggiornamento

martedì 15 settembre 2026

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Il Parlamento ha la responsabilità politica di fermare una riforma sbagliata, divisiva e lontana dalla sensibilità del Paese.

Dopo la pausa estiva, presso la Commissione Agricoltura della Camera riprende l’esame del Disegno di legge sulla caccia “Sparatutto” (A.C. 2984), fortemente sostenuto dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e già approvato dal Senato. La Commissione tornerà a riunirsi mercoledì 16 settembre alle ore 14:00: il provvedimento figura al secondo punto dell’ordine del giorno e sono previste nuove votazioni sugli emendamenti.
Dopo l’interruzione dei lavori parlamentari, l’iter entra dunque in una nuova fase. Intanto, la programmazione della Camera indica il mese di novembre per l’approdo del provvedimento in Aula.

Avviato il 30 giugno con l’illustrazione generale della proposta, l’esame in Commissione Agricoltura si è fermato il 29 luglio, alla vigilia della pausa estiva. Finora sono stati esaminati parte degli emendamenti all’articolo 1, senza l’approvazione di alcuna proposta migliorativa. Alla ripresa, i lavori ripartiranno dall’emendamento 1.9. Intanto, anche alla Camera le opposizioni danno battaglia contro il DDL “Sparatutto”.

Netta anche la contrarietà della LAV. La nostra posizione è stata ribadita il 14 luglio durante l’audizione in Commissione, dove Massimo Vitturi, responsabile dell’Area Animali selvatici, ha denunciato i rischi di una proposta irresponsabile per gli animali selvatici, l’ambiente e l’incolumità pubblica.

Questa contrarietà è stata espressa con forza anche dalla mobilitazione del 29 e 30 agosto contro la caccia, promossa da associazioni e cittadini con l’adesione delle Sedi LAV. L’iniziativa ha rilanciato la necessità di un cambio di prospettiva: la crisi ecologica non dipende da un presunto eccesso di fauna selvatica, ma dalla distruzione degli habitat, dal consumo di suolo, dall’inquinamento, dalla crisi climatica e dalla crescente pressione esercitata dalle attività umane sui territori.

La mobilitazione, tuttavia, non si ferma: in vista dell’apertura ufficiale della stagione venatoria, fissata per il 20 settembre, le Sedi LAV torneranno nelle piazze italiane per chiedere ai partiti di maggioranza di interrompere l’iter di una riforma dannosa della legge sulla caccia, dando seguito alla volontà espressa dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica.

Alla Camera, intanto, nella maggioranza si è aperta una crepa. A differenza di quanto accaduto al Senato, il fronte non è più compatto: lo dimostrano i 14 emendamenti presentati da Forza Italia e quelli depositati da Noi Moderati. E in un clima già segnato dalle polemiche, anche da parte della società civile, forse non è un caso che nel resoconto delle attività del mandato di Governo, elaborato in occasione della Festa nazionale di Fratelli d’Italia a Bari, non vi sia alcun riferimento alla riforma della caccia.

A questi segnali politici si aggiungono anche le forti criticità sollevate da Bruxelles. Dopo la nota ufficiale della Commissione Europea, trasmessa dalla Direzione Generale Ambiente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, datata 18 dicembre 2025 e tenuta nascosta dal Governo, la Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha infatti riacceso l’attenzione sul Disegno di legge “Sparatutto”. In risposta a un’interrogazione a risposta scritta presentata dall’On. Annalisa Corrado del PD e cofirmata da altri europarlamentari dello stesso gruppo, la Commissione ha affermato che, a seguito di una valutazione preliminare delle disposizioni pubblicamente accessibili, sono stati individuati aspetti che potrebbero non risultare conformi agli obblighi previsti dalla Direttiva Uccelli e dalla Direttiva Habitat.

Di fronte a queste criticità e alla volontà di oltre il 70% degli italiani, il Parlamento ha oggi la responsabilità politica di fermare una riforma sbagliata, divisiva e lontana dalla sensibilità del Paese, aprendo invece un confronto serio fondato sulla tutela degli animali selvatici, dell’ambiente e della biodiversità, nonché sul rispetto delle direttive europee e su una gestione non violenta della convivenza con la fauna selvatica.