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Abbiamo inviato la richiesta di apertura di procedura d'infrazione per l'Italia

La leggina Lollobrigida è di fatto inapplicabile. Inviata la richiesta apertura della procedura d’infrazione.

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Ultimo aggiornamento

martedì 18 luglio 2023

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Oggi in Senato si vota il Disegno di Legge per vietare la carne coltivata

La crociata ideologica e antiscientifica del Ministro Lollobrigida  vuole negare all’Italia la possibilità di innovarsi, bloccando una delle opportunità di liberare milioni di animali dalle sofferenze degli allevamenti.

E il divieto d’uso del cosiddetto “meat sounding” è stato già bocciato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio di Stato in Francia.

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Oggi mercoledì 19 luglio l’Aula del Senato (diretta https://webtv.senato.it/webtv_live) si esprimerà sul Disegno di Legge del Governo n. 651 “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici”. 

La proposta a prima firma dei Ministri Lollobrigida e Schillaci è unicamente espressione di una battaglia ideologica e antiscientifica contro l’evoluzione, già in atto, del mercato, delle scelte dei consumatori e delle possibilità di riconversione produttive di un modello basato sullo sfruttamento di centinaia di milioni di esseri senzienti, di cui sempre più cittadini e imprese stanno prendendo consapevolezza cambiando in primis le proprie scelte alimentari e di investimento.  

L’approvazione non solo potrebbe mettere a rischio l’Italia di una sanzione da parte dell’Unione Europea, in quanto contraria all’articolo 7 del Regolamento UE 178 del 2002, che prevede che sia l’Autorità europea incaricata, l’EFSA con sede a Parma, a produrre una valutazione in materia non appena le prime domande di valutazione da parte di aziende attive sul mercato europeo verranno presentate, ma impedirebbe anche un’importante possibilità di progresso etico, ecologico e tecnologico.  

Riguardo la sicurezza degli alimenti cellulari, FAO ed OMS hanno pubblicato una ricerca al riguardo, dalla quale è emerso che per la carne coltivata molti rischi sono già noti e comuni agli alimenti prodotti in modo convenzionale e normalmente commercializzati, e il punto è favorire la ric. 

In particolare, per quanto riguarda i pericoli correlati ad allergeni e agenti patogeni (come la contaminazione incrociata tra linee cellulari di diversa origine o specie) si noti che un tipo di rischio simile è presente anche nella produzione di alimenti convenzionali e nelle colture cellulari per scopi terapeutici, nel caso della carne coltivata il rischio non è superiore a quello derivante dalla produzione di carne tramite macellazione.

Analogamente, in relazione al rischio di prioni (proteine alterate), agenti patogeni che possono essere presenti nei tessuti sottoposti a biopsia ed eventualmente trasportati al prodotto finale, i ricercatori hanno rilevato che il medesimo pericolo è presente anche in alcuni prodotti a base di carne convenzionali, già presenti normalmente sul mercato. 

In aggiunta, il Disegno di legge in questione è stato di recente integrato con un emendamento proposto dalla Lega, che vieterà l’utilizzo di nomenclature “meat-sounding” per i prodotti 100% vegetali (provvedimento già respinto dal Parlamento Europeo e più recentemente dal Consiglio di Stato in Francia) sul quale LAV si è già espressa, esortando il presidente del Senato e tutti Senatori a cancellarlo e presentando un Dossier in cui si illustra l’insensatezza del provvedimento.  

La transizione alimentare, non è solo LAV a dirlo, è già in atto - l’incremento delle vendite di alimenti alternativi ai prodotti di origine animale lo dimostra – e beneficerà non solo gli animali vittime della zootecnia, ma rappresenta anche un’opportunità di riconversione per il comparto, già messo in difficoltà dai significativi effetti della crisi climatica che ogni giorno di più si rendono evidenti. 

Dall’analisi degli scenari sul cambiamento climatico, infatti, la stima per i prossimi decenni è di una riduzione delle rese di mais irriguo fino al 25-50% rispetto ai valori attuali. Per il frumento le variazioni negative sono attese soprattutto nelle regioni del Sud Italia e delle Isole (CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e ciò pone un grave problema in termini di sostenibilità non solo ambientale/climatica, ma anche socio-economica di un modello di produzione alimentare fortemente basato sull’allevamento, cui è destinata la grande maggioranza di colture a livello globale (70% nel mondo, in particolare mais e frumento, con un valore che sfiora l’82% del mais prodotto in Italia – dati Assomais).   

L’allevamento, inoltre, è il principale responsabile di tutte le emissioni derivanti dal settore agro-alimentare (conta per il 70%), che ogni anno, solo in Italia, alleva e uccide oltre 630 milioni di animali (Anagrafe zootecnica nazionale), detenuti principalmente in allevamenti intensivi, in cui non sono rispettate nemmeno le loro necessità etologiche basilari.  

La continua lotta all’innovazione e ai cibi plant-based è infondata, avversa allo sviluppo dell’industria italiana, al benessere dei cittadini e violenta per tutti gli animali coinvolti. LAV fa appello ai Senatori affinché votino consapevolmente e respingano un Disegno di Legge ostruzionista e nemico del futuro del nostro Paese.

 

LAV OSSERVAZIONI 1 DDL 651


LAV OSSERVAZIONI 2 DDL 651


DOSSIER EMENDAMENTO MEAT-SOUNDING