Non si tratta di episodi isolati e, soprattutto, gli squali non sono gli unici animali vittime di un turismo sempre più invasivo e di massa.
La caccia al selfie con lo squalo, l’orca, il delfino o la balena è diventata una vera e propria moda. E, insieme alla crescente diffusione di queste esperienze, aumentano anche i casi di interazioni pericolose tra persone e animali acquatici.
Ma non si tratta di episodi isolati e, soprattutto, gli squali non sono gli unici animali vittime di un turismo sempre più invasivo e di massa.
Immersioni e tour organizzati per ottenere la “foto perfetta”, spesso promossi da influencer per il proprio tornaconto e alimentati dal desiderio di condividere sui social un incontro ravvicinato con un animale acquatico, sono ormai sempre più comuni.
Sempre più persone, talvolta senza una preparazione tecnica adeguata per l’immersione e senza conoscenze di base sull’etologia degli animali acquatici, entrano in acqua con squali, balene, orche, delfini e altre specie per realizzare quello che diventerà lo scatto da pubblicare.
Ma cosa succede all’animale?
Queste attività possono alterarne i comportamenti naturali e provocare stress.
Ecco perché, se stai pensando di vivere un incontro ravvicinato con un animale acquatico, è importante sapere che meno interferiamo con la sua vita, meglio è.
Abbiamo già invaso enormemente i loro spazi: quelli di alimentazione, attraverso le attività di pesca e di allevamento, e quelli di migrazione, attraverso il traffico navale. A questo si aggiungono oggi tour ed escursioni che promettono di farci nuotare accanto a queste meravigliose creature.
In alcuni casi, gli animali vengono attirati nelle aree previste per le escursioni attraverso il cibo; in altri, vengono individuate zone sensibili o importanti aree di passaggio e aggregazione.
In ogni caso, inseguire, avvicinare, toccare o nutrire animali acquatici può interferire con le loro attività naturali, provocando stress e modificandone i comportamenti. Può inoltre aumentare il rischio di incidenti con le imbarcazioni e rendere gli animali più confidenti nei confronti dell'essere umano, con conseguenze potenzialmente pericolose.
Entrare in acqua con i cetacei, per esempio, può disturbare momenti fondamentali della loro vita quotidiana, come il riposo, la ricerca di cibo e la cura dei piccoli. Il contatto diretto o il tentativo di toccarli, inoltre, è vietato in molte aree protette e può essere pericoloso sia per gli animali sia per le persone.
È facile comprendere il fascino e la tentazione di voler nuotare accanto a una balena, osservare un'orca da vicino o avere uno squalo a pochi metri da sé, ma amare gli animali significa anche saper rinunciare a qualcosa che desideriamo, quando quel desiderio può danneggiarli.
Se davvero vogliamo tutelarli, esistono molte alternative e nessuna di queste richiede necessariamente una foto insieme a loro.
L'animale non esiste per soddisfare le aspettative del turista. Sei tu, invece, in quanto turista consapevole e appassionato, ad avere la possibilità di fare la differenza.
Se vuoi osservare gli animali marini senza contribuire a disturbarli, puoi:
Perché la vera dimostrazione d'amore per un animale acquatico libero non è riuscire ad arrivare abbastanza vicino dal fotografarlo, ma è sapere quando è il momento di restare a distanza.