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"VENERDÌ PESCE"

Siete consapevoli della sofferenza estrema imposta sistematicamente ogni giorno a miliardi di animali aquatici pescati o allevato per arrivare sulle tavole? Ve la raccontiamo noi ogni venerdì.

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LA RUBRICA VENERDÌ PESCE

Con la rubrica Venerdì Pesce vogliamo offrire un’alternativa concreta: scegliere prodotti vegetali al posto del pesce e dei suoi derivati significa contribuire a ridurre lo sfruttamento intensivo e l'uccisione indiscriminata di miliardi di pesci. Un piccolo cambiamento nel piatto può fare una grande differenza per chi vive sott’acqua.

1° USCITA: LO STORIONE

Sfruttato in modo intensivo per la carne e soprattutto per le uova - il caviale -  lo storione è oggi uno degli animali più a rischio al mondo. Nonostante la protezione internazionale e il divieto di pesca in natura, la domanda di mercato ha alimentato l’espansione degli allevamenti, dove questi pesci, di natura longevi e migratori, sono sottoposti a sfruttamento intensivo e a pratiche invasive e crudeli per la produzione di uova.  

L’Italia, oggi tra i maggiori produttori di caviale, gioca un ruolo centrale in questa filiera.


Fa però eccezione lo storione, di cui si dice che nuoti con la corrente e il vento a prua, senza timore che le sue squame vengano scompigliate. Le loro giunture, infatti, non sono orientate verso la coda.   Plutarco  - Sull'intelligenza degli animali

UN PESCE PREISTORICO
Lo storione è un pesce preistorico, dal corpo allungato e affusolato, privo di squame, ma ricoperto di scudi ossei, dal muso a rostro con barbigli sensoriali. 
Specie anadroma che vive da giovane in acqua dolce per poi migrare verso il mare e, raggiunta la maturazione (10-20 anni), in primavera risale i fiumi in cerca delle aree più idonee per la deposizione delle uova. Questo pesce, il cui aspetto ricorda quello degli squali (anch’esso pesce preistorico), può raggiungere dimensioni enormi nella sua lunga vita (oltre 100 anni), cibandosi prevalentemente di vermi, molluschi, crostacei e piccoli pesci che vengono percepiti con i barbigli e poi aspirati con la bocca.  

Lo storione è un pesce molto affascinante, è considerato infatti un fossile vivente, presente sulla terra da ben 250 milioni di anni, negli ultimi decenni fortemente minacciato: sopravvissuto all’estinzione dei dinosauri e alle ere geologiche che si sono susseguite, rischia di non sopravvivere al devastante impatto antropico. 

SFRUTTATO PER CARNI E UOVA
Sfruttato per le sue carni e per le uova (il caviale), negli anni '80 e '90 ha subito una pesca intensiva che lo ha portato rapidamente ad essere uno tra gli animali a più alto rischio estinzione.  Tutte le 27 specie di storione nel mondo sono minacciate o a rischio critico di estinzione (IUCN), rendendoli uno dei gruppi animali più vulnerabili a causa di bracconaggio per il caviale, inquinamento e dighe. Tra le specie più critiche figurano lo storione cobice (Acipenser naccarii), endemico del Po e Adriatico. 

Dal 1997 lo storione è divenuto una specie protetta, tutelata a livello mondiale dal CITES, che prima ha concesso quote di pesca suddivise per specie e Paese e poi, dal 2009, e poi ha proibito qualsiasi tipo di pesca di storione selvatico.  Tuttavia, per assecondare la richiesta del mercato, si è continuato a sfruttare gli storioni, dando vita ad allevamenti.

ALLEVATI IN ITALIA
In Italia si allevano diverse specie di storioni, principalmente per la produzione di caviale e carne, tra cui lo Storione Russo (Acipenser gueldenstaedtii), lo Storione Siberiano (Acipenser baerii), lo Storione Cobice (Acipenser naccarii), lo Storione Bianco Americano (Acipenser transmontanus) e lo Storione Stellato (Acipenser stellatus). Di queste solo una, il Cobice, è autoctona.  Lo storione Cobice selvatico è invece una specie protetta e non pescabile, ma gravemente minacciata dal bracconaggio. Le altre specie storicamente autoctone, quali storione comune (A. sturio) e il grande storione ladano (Huso huso), sono oggi scomparse dai fiumi italiani.  

SPREMUTI MANUALMENTE PER LE UOVA
Per quanto riguarda le procedure di allevamento, già da numerosi anni è utilizzata la riproduzione artificiale, che avviene tramite stimolazione ormonaleTrascorso il periodo di latenza, i pesci vengono spremuti manualmente a livello addominale per la raccolta delle uova e del liquido seminale e viene eseguita la fecondazione “a secco”, con le uova poi trasferite negli apparati di incubazione. 

In genere, la gestione aziendale cerca di eseguire il prima possibile il sessaggio (3-5 anni d’età in relazione della specie), al termine del quale i maschi vengono indirizzati verso la produzione di carne mentre le femmine proseguono l’ingrasso fino al raggiungimento della maturità sessuale per la produzione di caviale. 

Queste operazioni sono del tutto innaturali e stressanti per un pesce tendenzialmente solitario e “viaggiatore” come lo storione, abituato a coprire distanze importanti tra acqua dolce e salata. 
Inoltre. per l’estrazione di uova dalla femmina, oggi si usano metodi che, anche se non letali, sono estremamente invasivi e cruenti, come la "spremitura" (o milking) per far uscire le sacche ovariche, o tramite un catetere. Questa tortura dura per circa 10 anni, la vita media di uno storione allevato.

IL MAGGIOR PRODUTTORE EUROPEO
L’Italia è attualmente il maggior produttore europeo di caviale e seconda al mondo dopo la Cina e con numeri simili i controlli dovrebbero essere serrati e le procedure precise. Invece, sembra che l’indirizzo politico sia quello di semplificare le procedure di registrazione degli individui allevati, a danno degli animali e a solo vantaggio degli allevatori.  
Le recenti modifiche, decise con DM 18 novembre 2025 al DM 8 gennaio 2002 - recante l'istituzione del registro di detenzione degli esemplari di specie animali e vegetali - sono infatti volte ad esentare gli operatori del settore produttivo e alimentare degli storioni dall’obbligo di registrazione al Ministero dell’Ambiente. Si tratta di una semplificazione volta ad agevolare il settore, ma molto rischiosa per animali ed ecosistema.

ANCHE LO STORIONE SELVATICO E' IN SOFFERENZA
È importante sottolineare che gli allevamenti inoltre non hanno eliminato la pressione sullo storione selvatico, braccato anche per ripopolamento illegale. Individui selvatici rischiano di essere prelevati per l’introduzione in allevamenti o specchi d'acqua privati per "migliorare" il patrimonio genetico o la popolazione, e senza considerare le implicazioni ecologiche e genetiche. Allo stesso modo è rilevante anche il rischio di contrabbando di uova o avannotti: bracconieri catturano femmine selvatiche per estrarne le uova (caviale) o gli avannotti per venderli illegalmente a strutture allevatoriali. 

La mancanza di una documentazione precisa sulla provenienza dei pesci all'interno degli allevamenti è pericolosa sia per gli storioni allevati che per quelli selvatici.

COSA PUOI FARE TU
Aiutaci a proteggere lo storione e a chiedere maggiori tutele per questo pesce, sfruttato enormemente per produrre carne e soprattutto uova.  

Segui le nostre attività e non contribuire all’uccisione di milioni di storioni, scegli una alternativa vegetale