Soddisfatti per la conferma della condanna, ma la pena non è commisurata alla gravità delle azioni.
La Corte d’Appello di Milano ha confermato oggi la sentenza di primo grado nei confronti di Giuseppe Genta, ex veterinario radiato dall’Ordine dei Medici Veterinari nel 2015, per i reati di maltrattamento di animali ed esercizio abusivo della professione veterinaria.
Una decisione che LAV accoglie con soddisfazione perché rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto in questi anni per ottenere giustizia per gli animali vittime delle condotte contestate all’imputato, nonostante non sia commisurata alla gravità delle azioni e senza veder riconosciuto il reato di uccisione di animale.
Il procedimento trae origine dalla denuncia presentata da LAV nel luglio 2021 grazie all’attività della sede LAV Oltrepò Pavese, che aveva raccolto testimonianze ed elementi fondamentali relativi a numerosi episodi di sofferenza animale.
Tra i casi più drammatici vi è quello della cagnolina Cocò, sottoposta – secondo quanto emerso nel corso del processo – a un intervento di sterilizzazione eseguito in condizioni igienico-sanitarie gravemente inadeguate e con modalità scorrette, che le provocarono una gravissima infezione e mesi di sofferenza fino alla morte.
Bene la decisione della Corte d’Appello che conferma quanto sostenuto fin dall’inizio da LAV: le sofferenze inflitte agli animali coinvolti non possono essere minimizzate né considerate meramente accidentali. Il caso dell’ex veterinario Genta dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale garantire controlli efficaci e pene adeguate nei confronti di chi causa sofferenza agli animali. Continueremo a batterci affinché casi come questo non si ripetano e affinché gli animali siano tutelati in modo sempre più efficace.
Si ringrazia l’Avv. Barbara Citterio del Foro di Pavia e la sede LAV di Oltrepò Pavese per il lavoro svolto nel procedimento come tutte le persone che in questi anni hanno messo a disposizione le loro testimoniante dei fatti accaduti.