No alle separazioni tra famiglie ucraine con cani e gatti da loro salvati: seguire l'esempio del Friuli Venezia Giulia!

Per garantire un aiuto concreto ai rifugiati ucraini che sono giunti in Italia con cani e gatti al seguito, spesso senza mezzi di sostentamento e conseguenti difficoltà economiche, noi di LAV chiediamo a Regioni, Comuni, Prefetti e Protezione Civile di seguire il positivo esempio del Friuli Venezia Giulia che ha deciso

  • di non applicare ai profughi i costi previsti per le procedure di regolarizzazione della posizione amministrativa di questi animali,
  • di erogare gratuitamente le cure veterinarie e le prestazioni di inoculazione del microchip, registrazione nell’Anagrafe degli animali d’affezione, somministrazione del vaccino antirabbico e rilascio del passaporto europeo per gli animali da compagnia,
  • nonché di dettare alle strutture di accoglienza delle famiglie di non separare gli umani dagli animali.

Altro dato positivo che chiediamo alle Istituzioni di seguire, per poter tutelare animali e persone nel rispetto della salute pubblica, è quello per cui se non fosse possibile effettuare la titolazione anticorpale, un’analisi del sangue del quattrozampe, venga previsto dal medico veterinario pubblico il cosiddetto isolamento fiduciario solo di dieci giorni - come deciso dalla Regione Friuli Venezia Giulia - mantenendo l’animale assieme alla persona, e con successivamente la regolarizzazione di aspetti sanitari e amministrativi.

“Sarebbero inaccettabili discriminazioni di non accesso in hotel, conventi, camping, per chi non si è voluto separare dai propri affetti non abbandonando il suo quattrozampe ed è significativo che la Regione Friuli Venezia Giulia con la sua positiva decisione, il cui Presidente è capofila nazionale della Conferenza delle Regioni, citi la Direttiva europea 2001/55 applicata per la prima volta, che riconosce alle persone, in modo ufficiale, la possibilità di entrare in Italia anche senza documentazione al seguito – dichiara Gianluca Felicetti, presidente LAV – si tratta della direttiva che permette agli Stati membri di rilasciare alle persone ammesse alla protezione un titolo di soggiorno con validità annuale che permette così anche di effettuare tutte le attività veterinarie e di riconoscimento del quattrozampe fuggito assieme alla propria famiglia umana”.

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