Home | ... | | Uccisione F36: il 9 febbraio ci costituiremo parte civile contro i due cacciatori indagati

Uccisione F36: il 9 febbraio ci costituiremo parte civile contro i due cacciatori indagati

Chiediamo giustizia per l’orsa e per il suo cucciolo reso orfano dal clima d’odio creato dalla giunta Fugatti.

Leggi la storia di F36

Ultimo aggiornamento

lunedì 09 febbraio 2026

Topic


Animali selvatici

Condividi

Abbiamo evitato il rischio di archiviazione

Lunedì 9 febbraio si terrà l'udienza predibattimentale nella quale chiederemo di costituirci parte civile contro i due cacciatori trentini rinviati a giudizio che dovranno rispondere per le condotte di bracconaggio e animalicidio.

Il GIP del Tribunale di Trento ha infatti riconosciuto le motivazioni con le quali noi di LAV ci eravamo opposti all'archiviazione del procedimento aperto a seguito del rinvenimento del corpo dell'orsa F36,

Finalmente, dopo avere evitato il rischio di archiviazione del procedimento, potrà essere fatta giustizia sull'uccisione di F36, vittima anche lei del clima d'odio creato ad arte dalla giunta Fugatti nei confronti degli orsi, noi ci costituiremo parte civile per dare ogni contributo possibile perché si giunga alla condanna dei responsabili della morte dell'orsa.Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV

CHI ERA F36? E CHI L'HA UCCISA?
F36 era un'orsa condannata a morte da Fugatti perché responsabile di avere semplicemente seguito due escursionisti senza alcun contatto. Grazie al nostro intervento, il TAR Trentino aveva annullato la condanna a morte, ma Fugatti si era premurato di emettere immediatamente un nuovo atto per la cattura e la condanna all'ergastolo dell'orsa.

In seguito, nel settembre 2023 il corpo di F36 era stato rinvenuto in val Bondone. Le conseguenti indagini dei forestali trentini avevano permesso di appurare che l'orsa era stata verosimilmente uccisa da un proiettile esploso da un fucile a canna rigata che aveva sparato da un appostamento di caccia che si trovava a circa 600 metri di distanza, indirizzando subito le indagini verso quattro cacciatori.
I loro cellulari e le denunce di uscita per caccia, confermavano la presenza in quella zona proprio il 24 settembre 2023, data della morte dell'orsa. Le analisi compiute dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie avevano infine permesso di rinvenire tracce di piombo sul corpo dell'animale, confermando così il fatto che F36 era stata uccisa da mano umana.

SENZA LA NOSTRA OPPOSIZIONE LA DENUNCIA SAREBBE STATA ARCHIVIATA
La denuncia che avevamo depositato era però destinata all'archiviazione decisa dal PM, se non avessimo presentati una pronta e circostanziata opposizione. Il GIP del Tribunale di Trento accogliendola ha chiesto al PM di formulare l'imputazione a carico dei due cacciatori.

Da lunedì prossimo, i due si troveranno sul banco degli imputati, anche perché secondo le ipotesi investigative l'uccisione era stata posta “in essere senza alcuno stato di necessità come le evidenze della posizione dimostravano che l'animale non doveva trovarsi nella posizione di attacco”.

Se inoltre fosse confermato il coinvolgimento dei due cacciatori, sarebbe ancora una volta dimostrato che il loro dichiararsi paladini della tutela della biodiversità è solo uno slogan vuoto di contenuti, ma utile a creare una sorta di green washing a vantaggio di una categoria di cittadini che si diverte ad uccidere animali selvatici per il proprio divertimento.

Con il nostro ufficio legale siamo già al lavoro per supportare il futuro processo che confidiamo faccia giustizia sull'animalicidio dell'orsa.