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#ENDTHECAGEAGE: Parlamento UE vota per divieto uso delle gabbie

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Ultimo aggiornamento

giovedì 10 giugno 2021
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La fine dell'era delle gabbie nell’Unione Europea da ieri è più vicina.

Il Parlamento europeo ha infatti esortato la Commissione europea a vietare l'uso delle gabbie negli allevamenti entro il 2027, approvando una risoluzione sull'iniziativa dei cittadini europei "End the Cage Age" con una maggioranza schiacciante, 558 membri del Parlamento europeo (MEP) a favore, 37 contro e 85 astensioni. La risoluzione esorta la Commissione a rivedere l'obsoleta direttiva europea sugli animali d'allevamento per eliminare gradualmente i crudeli sistemi di allevamento in gabbia. Questo eviterà che più di 300 milioni di animali - come galline, maiali e conigli - siano ancora tenuti in gabbie anguste ogni anno.

La risoluzione approvata ieri sottolinea anche che tutti i prodotti immessi sul mercato dell'UE - compresi quelli importati - devono essere conformi ai futuri standard senza gabbie.

Il Parlamento europeo ha anche chiesto alla Commissione di "presentare proposte per vietare l'alimentazione forzata crudele e inutile di anatre e oche per la produzione di foie gras". I deputati hanno spinto la Commissione ad accelerare la revisione della legislazione UE sul benessere degli animali, chiedendo che sia completata entro il 2022 invece del 2023, come attualmente previsto. Questo può garantire che il divieto delle gabbie negli allevamenti animali sarà introdotto entro il mandato dell'attuale Commissione, che lascerà l'incarico nel 2024.

Un risultato reso possibile anche dal sostegno dei cittadini europei: con la campagna di comunicazione associata all’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age, infatti, sono state raccolte più di un milione di firme sulla richiesta di mettere fine all’era delle gabbie in UE. Più di 90 mila le firme raccolte in Italia, e autenticate dal Ministero dell’Interno.

Con le nostre scelte, però, possiamo condizionare le azioni di produttori e mercato, sostituendo le proteine animali con quelle vegetali, e sostenendo la richiesta si spostare i finanziamenti pubblici dagli allevamenti alla produzione di alimenti vegetali, prevista al punto 4 del Manifesto LAV #NONCOMEPRIMA