MANIFESTO LAV

MANIFESTO LAV

Diventiamo responsabili. Anche il coronavirus è nato dallo sfruttamento degli animali, e così gran parte delle epidemie e delle pandemie dell’ultimo secolo.

Facciamo in modo che questa pandemia sia l’ultima. Non dobbiamo pensare che la diffusione del coronavirus sia un fenomeno isolato, né che sarà un vaccino a salvare il Pianeta dalle prossime pandemie se non cambieremo, a partire da noi.

Torniamo a una nuova normalità. È proprio quello che noi abbiamo reso “normale”, come lo sfruttamento degli animali, ad averci portati dove siamo ora!

Facciamo in fretta. Prendiamo le distanze da egoismo e indifferenza e fondiamo una nuova alleanza con gli umani, gli animali e il Pianeta.

 

Cambiamo noi per salvare tutti.

 

PRIMI FIRMATARI 
 

Sergio Andreis direttore Kyoto Club; Rossella Bartolozzi CFO Gruppo Probios; Luisella Battaglia docente di Filosofia Morale e di Bioetica Università di Genova, Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio; Davide Bazzana ricercatore Facoltà di Economia Università di Brescia; Barbara Bobulova attrice; Guidalberto Bormolini monaco, scrittore; Bruno Bozzetto animatore, disegnatore, regista; Silvia Buzzelli docente diritto processuale penale Università Milano-Bicocca; Leonardo Caffo filosofo; Mimmo Calopresti regista, sceneggiatore, attore; Diana Cerini docente diritto privato comparato Università Milano Bicocca; Enrico Chisari medico veterinario; Monica Cirinnà senatrice; Raffaella Colombo ricercatrice Scienze del Farmaco Università di Pavia; Giovanni De Peppo Garante dei detenuti Comune di Livorno; Loredana De Petris senatrice;  Ficarra e Picone artisti; Monica Frassoni presidente European Alliance to Save Energy; Lucilla Gatt docente di Diritto Università Suor Orsola Benincasa Napoli; Dino Giarrusso europarlamentare; Alberto Giuliani giornalista, fotografo; Massimo Guastini pubblicitario; Giulia Innocenzi giornalista tv Le Iene; Riccardo Laganà Consigliere di Amministrazione RAI; Annamaria Manzoni psicologa; Giulio Marcon portavoce Campagna Sbilanciamoci; Enrico Moriconi medico veterinario, Garante animali Regione Piemonte; Gabriele Muccino regista cinematografico; Daniela Padoan scrittrice, presidente associazione LaudatoSì; Ilja Richard Pavone PhD, ricercatore International Law CNR, Università di Venezia e La Tuscia; Francesca Rescigno Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Università di Bologna; Annamaria Rivera antropologa Università di Bari; Riccardo Rossi sindaco di Brindisi e presidente della Provincia; Paolo Roversi scrittore, sceneggiatore; Simone Salvini chef; Simone Sbaraglia fotografo naturalista; Massimo Wertmuller attore

Iniziamo da noi stessi. Dal cibo che mangiamo.
Preferiamo i cibi vegetali! Perché carne, latte e uova fanno tagliare foreste, inquinano, causano sofferenza.

Le aziende, a partire da quelle dell'alimentazione e dell'abbigliamento, devono essere rifondate sulla base di criteri di reale sostenibilità e Responsabilità Sociale.
E lo Stato sia d'aiuto in questa trasformazione, con una diversa fiscalità.

Fermiamo i mercati, le fiere, l’uso e l’uccisione degli animali selvatici ed esotici.
Basta caccia, catture e riproduzione di animali per farne cibo, spettacolo, pelli e pellicce a partire dall’Italia e nel resto del mondo. 

Spostiamo i finanziamenti pubblici dagli allevamenti alla produzione di alimenti vegetali.
Ad esempio, equipariamo l’IVA sui prodotti alimentari vegetali e incentiviamo i pasti di origine non animale nella ristorazione pubblica. 

Investiamo concretamente nella prevenzione delle malattie e nella ricerca scientifica “human based”.
Riconosciamo la sperimentazione con metodi sostitutivi all’uso degli animali come un primo passo verso una effettiva “libertà di ricerca”.

Tuteliamo gli animali domestici per aiutare le loro famiglie in difficoltà.
Favoriamo l’adozione di cani e gatti e l’accesso ai farmaci veterinari e cancelliamo l’IVA da “beni di lusso” su cibo e prestazioni veterinarie.

Iniziamo, perché possiamo farlo semplicemente, da noi. Dalle nostre scelte. Quelle quotidiane, come il cibo. Indirizzarci verso quelli vegetali sarà la nostra migliore azione contro le prossime epidemie. E per assicurare anche così, cibo per tutti.

Le aziende, a partire da quelle dell'alimentazione e dell'abbigliamento, devono essere rifondate sulla base di criteri di reale sostenibilità e Responsabilità Sociale. E lo Stato sia d'aiuto in questa trasformazione, con una diversa fiscalità.

Sono necessari a livello nazionale, internazionale, europeo – anche con un vero nuovo Green Deal e la Strategia 2030 sulla biodiversità - interventi normativi che fermino il commercio, i mercati, le fiere, l’uso anche come richiami, l’allevamento “pronto sparo”, l’uccisione degli animali selvatici ed esotici. Stop alle attività venatorie in Italia, ai collegati “wet market” tricolori e alla caccia degli italiani nei viaggi all’estero.
Non un metro di distanza ma chilometri e chilometri ci devono essere fra noi e questi animali. Devono essere accanto a noi solo per il soccorso necessario o per l’impossibilità di tornare in natura. Mai più catture e riproduzione per farne cibo, spettacolo, prigionia, pelli e pellicce, sperimentazione, trasformando l’attuale CITES, la Convenzione sul commercio delle specie in pericolo d’estinzione, in un nuovo Accordo internazionale di ampio divieto, potenziando gli organismi nazionali e internazionali, le Forze di Polizia, per la prevenzione e la repressione dell’illegalità. Chiusura degli ultimi venti allevamenti italiani di visoni per la produzione d’abbigliamento.

Stop ai finanziamenti pubblici alla zootecnia (solo fra marzo e maggio sono stati resi spendibili 14,5 milioni di euro per i comparti suini, ovini e bufalini oltre ai 100 milioni di euro del Decreto Legge “Cura Italia” al comparto allevamenti e pesca) e ai “Sussidi Ambientalmente Dannosi” catalogati dal Ministero dell’Ambiente, riforma della Politica Agricola Comune e della Strategia UE “From farm to fork” anche per dare il costo reale di mercato ai prodotti di origine animale; sì all’incentivazione delle proteine vegetali portando l’IVA dal 22% al 4% anche dei “latte” non animali e portando i pasti interamente vegetali da 1 ad almeno 7 ogni 14 giorni nei nuovi “Criteri Ambientali Minimi” della ristorazione collettiva in vigore dall’agosto 2020.

Va aiutata la ricerca scientifica “human based”, va riconosciuta la sperimentazione con metodi che guardano al futuro basati su tecnologie alternative almeno come primo passo verso una effettiva “libertà di ricerca” e devono essere dati incentivi alla prevenzione delle malattie e alla preparazione dei Piani per fronteggiarle con i necessari dispositivi di protezione.

La tutela degli animali è importante anche per favorire interventi sulla questione sociale e le nuove povertà. Il coronavirus ha fatto scoprire a tanti l’importanza della vita con un cane o un gatto. Si devono aiutare le persone, gli anziani e le famiglie, favorendo l’adozione e la vita degli animali domestici con la creazione di un incentivo alle adozioni responsabili e alle fasce più deboli che già vivono assieme a un cane o un gatto, o per chi ne adotterà da rifugi o dalla strada, di una “Quattrozampe Social Card” di buoni spesa per cibo e spese veterinarie, prevedendo per Legge la cancellazione dell’IVA che li considera incredibilmente “beni di lusso” per cibo e prestazioni veterinarie, aumentando la relativa deducibilità fiscale delle relative spese e intervenendo sui prezzi e sulla vendita dei farmaci veterinari che costano a parità di molecola fino a quindici volte di più di quelli per uso umano.