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Report: animali allevati uccisi con crudeltà nelle operazioni di “eradicazione”, ennesimo caso di una lunga serie

Un'inchiesta che mostra, ancora una volta, la vera faccia dell'allevamento.

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Ultimo aggiornamento

martedì 03 febbraio 2026

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Animali negli allevamenti

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Soldi pubblici utilizzati per tenere in piedi un sistema che maltratta gli animali

Nel servizio di Report trasmesso il 1 febbraio è andata in onda  un’inchiesta che mostra ancora una volta la vera faccia dell’allevamento.

Stiamo parlando di aviaria e di “abbattimenti”: le uccisioni sistematiche di tutti gli animali all’interno di un allevamento in presenza di focolaio malattia o in via preventiva. Il regolamento europeo “Animal Health” definisce le malattie che implicano questa procedura, tra queste l’influenza aviaria e la peste suina africana.

Si chiama eradicazione, o stamping out, o depopolamento, il significato è uno: tutti gli animali devono essere uccisi.

Dalle immagini raccolta, si mostra il caso di un allevamento di anatre in provincia di Goito (MN) uccise per presenza del virus dell’influenza aviaria.

Anche in questo caso, come in tutti gli altri di cui abbiamo già parlato nel tempo, gli animali sono sottoposti a fortissima sofferenza, già di per sé per la procedura di uccisione,  in questo caso attraverso il gas che porta gli animali alla morte dopo tanti minuti, che comporta manipolazione, paura, stress estremo, ma anche perché molto spesso le procedure non vanno a buon fine e gli animali rimangono coscienti e sono sottoposti senza remore a atti violenti. Sono colpiti da bastonate, vengono calpestati, presi a calci e vivono ulteriori lunghissimi minuti, se non ore, di agonia, che non sono in alcun modo previsti dalla normativa e anzi sono maltrattamento come definito nel codice penale.

Anche in questo servizio si vedono animali ancora vivi ammassati e schiacciati dai corpi di quelli morti.

Gravissimo quanto emerge anche in merito al presunto utilizzo di quantità inferiore di gas al fine di risparmiare, che comporta queste ulteriori sofferenze, e in merito alla presenza durante le operazioni di uccisione successive all’utilizzo del gas di un veterinario ufficiale dell’ATS Valpadana che dovrebbe garantire la corretta procedura di uccisione.

Questo accade spesso anche in momenti non sospetti, all’interno degli allevamenti che devono “gestire gli scarti” come era stato documentato in questo servizio.

Lo avevamo già detto, ma vale la pena dirlo nuovamente: nel regolamento europeo in vigore sulla protezione degli animali durante l’abbattimento, si legge: “durante l’abbattimento e le operazioni correlate sono risparmiati agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili.  

E ancora: “Ai fini del paragrafo 1, gli operatori prendono in particolare i provvedimenti necessari per garantire che gli animali: a) ricevano conforto fisico e protezione, in particolare tenendoli puliti e in condizioni termiche adeguate ed evitando loro cadute o scivolamenti; b) siano protetti da ferite; c) siano maneggiati e custoditi tenendo conto del loro comportamento normale; d) non mostrino segni di dolore o paura evitabili o comportamenti anomali.”

Nel servizio emerge inoltre che si tratta della stessa cooperativa Il Bidente, responsabile delle uccisioni in un allevamento del ravennate, nel processo contro il quale ci siamo costituiti parte civile con udienza prevista al 24 febbraio.

E ancora, la stessa cooperativa era stata incaricata delle uccisioni dei maiali nell’estate del 2024 in seguito all’esplosione dei casi di peste suina africana tra gli allevamenti di maiali in Lombardia.

Il copione è noto: allevamenti con condizioni igienico-sanitarie spesso deplorevoli, animali ammassati in altissime densità, misure di biosicurezza spesso non sufficienti o non applicate correttamente, eradicazione per presenza di focolaio o preventiva, e estrema, costante, sistematizzata crudeltà.

Nel servizio di Report vengono anche riportati i risarcimenti per aviaria dati agli allevatori, che nel periodo 2020-2025 ammontano a 266 milioni di euro per Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna. La ditta Bidente, riportano, ha incassato più di 13 milioni di euro per le sue attività di abbattimento per aviaria (non figurano qui i compensi relativi alle operazioni eseguite in Lombardia).

Soldi pubblici utilizzati per tenere in piedi un sistema che maltratta gli animali e rappresenta un pericolo enorme per la salute pubblica.