Buone notizie: approvato aumento delle spese veterinarie detraibili

 

Aggiornamento 3 gennaio 2020

È ufficiale: aumenta la soglia per la detrazione fiscale delle spese veterinarie, prevista nell'articolo 1 comma 361 della Legge di Bilancio pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Un primo risultato delle nostre campagne #ipiùtassati e #curiamolitutti

Buone notizie per gli animali che vivono con le famiglie italiane: la Commissione Bilancio del Senato ha approvato in prima lettura un emendamento con cui viene aumentata la soglia delle spese veterinarie sostenute per gli animali familiari, detraibili ai fini fiscali.

Con l’emendamento in questione - presentato dai Senatori De Petris (LeU), Cirinnà (PD), Russo (M5S), Unterberger (SVP), Perilli (M5S) - viene infatti aumentata la spesa veterinaria detraibile, per chi tiene animali a scopo non di lucro, da un massimo di 387,34 euro a un massimo di 500 euro.

Ciò significa che, a fronte delle spese veterinarie sostenute per un totale di 500 euro o più – peraltro aggravate da un’aliquota IVA ingiusta, perché pari al 22%, come previsto per i beni di lusso – il cittadino potrà avere un rimborso fino a 73,59 euro (fino ad oggi il massimo rimborsabile era di soli 49,06 euro).

Dopo vari tentativi falliti, l’approvazione di questo emendamento, che confluirà nella Legge di Bilancio in approvazione entro fine anno, è un primo segnale importante che Parlamento e Governo dovranno concretizzare in altri atti: un risultato frutto delle mobilitazioni che negli ultimi anni ci hanno visto impegnati nelle campagne #IPIÙTASSATI e #CURIAMOLITUTTI.

Ora ci auguriamo che, nella stessa direzione, seguano gli altri passi che chiediamo da tempo per un fisco non più nemico degli animali:

  • la cancellazione dell’aliquota IVA sulle prestazioni veterinarie per gli animali adottati e per le prestazioni veterinarie per l’identificazione e il controllo della riproduzione degli animali da compagnia;
  • la riduzione dell’IVA sulle prestazioni veterinarie e il cibo per animali non tenuti a scopo di lucro (oggi al 22%, come per alcuni beni di lusso);
  • l’abbattimento dei costi dei farmaci veterinari;
  • il riconoscimento del farmaco generico e dell'uso del farmaco-equivalente anche in veterinaria.