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Lavarone (TN): su segnalazione LAV, il Corpo Forestale sequestra 35 Alaskan Husky per abbandono e malnutrizione

Ora sono al sicuro. Vogliamo garantire loro cure urgenti e un futuro lontano dalla sofferenza.

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Ultimo aggiornamento

venerdì 13 febbraio 2026

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Chiederemo l'affido definitivo di tutti i cani

Durante un'operazione del Corpo forestale Trentino in collaborazione con LAV, nella giornata di sabato 14 febbraio sono stati presi in custodia dalla nostra associazione 35 cani detenuti in un centro in Trentino, in località Millegrobbe-Lavarone. [Fotogallery]

Il sequestro preventivo degli animali e della struttura in cui erano è stato motivato dalla detenzione in condizioni incompatibili con la natura degli animali, come previsto dal Codice penale. Altri due cani sono stati affidati nei giorni scorsi a un'associazione locale.

LA NOSTRA SEGNALAZIONE
Lo Sportello Maltrattamenti LAV della sede di Trento aveva recentemente presentato una documentata segnalazione in merito alle gravi condizioni di detenzione di circa quaranta cani. A seguito della segnalazione, il Corpo Forestale trentino ha effettuato un sopralluogo congiunto con l'Azienda Sanitaria Provinciale, che ha confermato la detenzione in condizioni inaccettabili per i cani.

DENUTRITI, IN GABBIE FATISCENTI
Dalle verifiche effettuate è inoltre emerso che molti degli animali versavano in evidente stato di denutrizione ed erano detenuti in condizioni igienico-sanitarie fortemente precarie, all'interno di gabbie fatiscenti e sottodimensionate prive di cucce e di adeguati spazi di ricovero. Le condizioni riscontrate risultano incompatibili con la natura degli animali e difformi rispetto alle loro esigenze etologiche di specie.

I cani, ora affidati a LAV, verranno seguiti da veterinari e personale competente che potrà garantire loro cure adeguate. LAV, come in ogni situazione in cui viene chiamata a prendersi carico di animali, garantirà loro dignità, diritti e un futuro degno di questo nome, liberi dallo sfruttamento a scopo di lucro esattamente come meritano. Annarita D'Errico - Responsabile nazionale Sportelli LAV contro i maltrattamenti

LO SLEDDOG: UNO “SPORT" INACCETTABILE
La struttura era nata nel 2016 nell'ambito di un progetto promosso con il coinvolgimento e il supporto delle istituzioni locali e con l'obiettivo di rendere Millegrobbe un punto di riferimento nazionale e internazionale per la disciplina dello sleddog. Lo sleddog è un'attività che si fonda sullo sfruttamento dei cani a fini ludici ed economici. I cani vengono infatti utilizzati come strumenti di attrazione per il pubblico, spesso senza adeguate garanzie di tutela del loro benessere. Nonostante in diversi Paesi questa pratica sia sempre più oggetto di limitazioni e contestazioni, da alcuni anni lo sleddog viene promosso anche in Italia, con controlli insufficienti e standard non uniformi. Appare inoltre inaccettabile che sia riconosciuto addirittura dal CONI come attività sportiva attraverso la federazione di settore, la FIDASC, contribuendo così a legittimare una pratica fondata sull'uso degli animali a scopo di lucro. Sebbene lo sleddog non sia, non a caso, disciplina olimpica, tale riconoscimento nazionale risulta ancora più stonato nel contesto delle Olimpiadi Invernali attualmente in corso nel nostro Paese, evento che dovrebbe rappresentare valori di rispetto e sostenibilità, non certo l'utilizzo degli animali come mezzi di intrattenimento.

ABBANDONO E DEGRADO
A distanza di anni dall'inaugurazione, la realtà del Centro di Millegrobbe che emerge è peraltro drammaticamente diversa da quella annunciata: la struttura appare in stato di abbandono e degrado, circondata da rifiuti ed escrementi, con odori percepibili a diversi metri di distanza nonostante le basse temperature. L'attività risulta di fatto cessata da tempo, mentre decine di cani sono rimasti segregati in condizioni incompatibili con il loro benessere psico-fisico, esposti anche alle rigide temperature invernali e in totale isolamento. Particolarmente grave il fatto che circa una ventina di questi cani fossero stati messi addirittura all'asta.

CHIEDEREMO L'AFFIDO DEFINITIVO DI TUTTI I CANI
Continueremo a seguire con attenzione l'evolversi della vicenda, abbiamo già nominato un avvocato che seguirà il procedimento penale.

Nella nostra qualità di custode giudiziario, collaboreremo con Corpo Forestale e Procura della Repubblica, in questa delicata fase delle indagini, per cristallizzare ulteriormente lo stato di salute dei cani affidati mediante apposite relazioni attestanti le condizioni di ogni singolo individuo.

Dopo questa fase iniziale, chiederemo per il tramite del nostro legale, l'affido definitivo di tutti i cani al fine di svincolarli dal procedimento penale e far sì che gli stessi, una volta sottoposti alle cure necessarie ed al recupero psico-fisico, possano trovare una adeguata sistemazione presso famiglie disposte a concedere loro una nuova vita, finalmente liberi dallo sfruttamento.

NECESSARI CONTROLLI RIGOROSI SU STRUTTURE CON ANIMALI A FINI “SPORTIVI”
Ribadiamo infine, la necessità di un controllo rigoroso e costante sulle strutture che utilizzano animali a fini “sportivi” e turistici, affinché il benessere animale non venga sacrificato in nome di progetti che, sulla carta, si proclamano sostenibili e rispettosi.

CON IL TUO AIUTO POSSIAMO SALVARLI!