Sperimentazione animale: Decreto formazione personale laboratorio. Silenzio su dismissione animali

Il 23 settembre è stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute riguardante la “Disciplina sulla formazione degli addetti ai compiti e alle funzioni di cui all'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo n. 26/2014, in materia di protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”.

Il D. Lgs. 26/2014, infatti, prevede che il personale debba disporre “di un livello di istruzione e di formazione adeguato, acquisito, mantenuto e dimostrato secondo le modalità definite con decreto del Ministro [...], per svolgere una delle seguenti funzioni: a) la realizzazione di procedure su animali; b) la concezione delle procedure e di progetti; c) la cura degli animali; d) la soppressione degli animali”.

Il Decreto del Ministero definisce le caratteristiche professionali del personale che, a vario titolo, si trova a contatto con gli animali nei laboratori, ed è stato emesso dopo ben 7 anni dal D. Lgs. 26: un ritardo gravissimo, se consideriamoche una formazione non adeguata degli operatori non può che peggiorare le condizioni, già drammatiche, degli animali utilizzati per gli esperimenti.

Mentre la figura del veterinario responsabile viene rafforzata, segnaliamo negativamente l'inquadramento del “responsabile del benessere”, che dovrà essere in possesso di una laurea scientifica anche ad esempio in medicina o in biotecnologie seguiti da specifico dottorato; ma come potranno un medico o un biotecnologo valutare negli animali fattori come il dolore o il fenotipo?

È grave, poi, che in questo Decreto si faccia solo un accenno, vago e indiretto, e quindi del tutto insufficiente, all'utilizzo di metodi alternativi, nella parte relativa alla formazione, disattendendo quindi nel merito lo spirito del D. Lgs 26/2014. Il principio del refinement, però, che dovrebbe orientare le scelte dei ricercatori, è un punto cardine, che andrebbe applicato e modificato in base all'evoluzione delle conoscenze scientifiche sulla specie utilizzata, e che riguarda molti aspetti dell'attività, dall'alloggio degli animali, alla loro manipolazione, agli arricchimenti.

Ancora nessuna notizia, invece,del decreto che deve stabilire le procedure per la dismissione degli animali dai laboratori alla fine dei protocolli sperimentali: un aspetto per noi fondamentale, come dimostra il nostro impegno nel garantire a decine di primati dismessi dai laboratori una vita dignitosa lontano dalle gabbie degli stabulari delle Università di Padova, Modena e Verona.

Evidentemente il Ministero della Salute ritiene il tema della dismissione meno importante di altri…