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Pubblicate le ultime statistiche su sperimentazione animale in Italia

Sono quasi 400mila gli animali usati nella sperimentazione: numeri ancora troppo elevati con un aumento di cani e primati

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Ultimo aggiornamento

venerdì 05 giugno 2026

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L'Italia deve investire in metodi di ricerca innovativi, etici e human-based per salvare realmente milioni di vite animali e umane

Ancora 368.058 gli animali utilizzati nel 2024 per fini sperimentali: un numero elevatissimo, addirittura in aumento, con 3000 individui in più utilizzati e uccisi rispetto all’anno precedente. Un risultato che delude e in antitesi con quanto disposto dalle leggi nazionali e il contesto europeo che vedono prioritaria una ricerca scientifica senza uso di animali. Infatti, la totale sostituzione del modello animale è un goal europeo che il nostro Paese continua a fallire. I dati sono stati raccolti secondo le modalità previste dalla Direttiva 2010/63/UE dal Ministero della Salute, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n.26/2014 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 116 del 21 maggio 2026.

In particolare lascia tristemente stupiti l’utilizzo di 572 cani (compresi i riutilizzi in più procedure dove l’animale viene sottoposto al dolore e allo stress del test per più volte ricominciando il girone infernale dell’esperimento), una specie che è spesso parte delle nostre famiglie dove trova affetto e una casa, ma che in laboratorio diventa un mero “oggetto” sperimentale stabulato in una piccola gabbia e privato delle necessità comportamentali e fisiche basilari come correre e conoscere la sensazione dell’erba sotto le zampe.

I primati non umani utilizzati sono stati 423, quadruplicati rispetto all’anno precedente: un numero ancora inaccettabile e che dovrebbe azzerarsi viste le chiare implicazioni etiche e scientifiche dell’uso di queste specie particolarmente tutelate. Infatti, oltre a rappresentare un modello scientificamente fallimentare, questi animali affrontano viaggi transoceanici dal Paese di origine (Asia e Africa) con pratiche di cattura illegali e un business economico milionario che alimenta rischi per la salute umana vista la capacità di questi animali di poter trasmettere moltissime zoonosi anche mortali per l’uomo (herpes virus B, tubercolosi).

Un aumento ingiustificato e ingiustificabile in netta opposizione con la tendenza internazionale che vede sempre più Paesi impegnati in posizioni scientifiche ed etiche contrarie all’uso di queste specie a fini sperimentali. Basti pensare che il Governo olandese ha approvato un emendamento che, fin da subito, vincolerà sempre più fondi per ricerche innovative senza animali con l’obiettivo di azzerare, entro il 2030, il finanziamento alla sperimentazione con primati non umani.

Inaccettabile come ancora 2.382 animali siano ancora utilizzati per l’istruzione e la formazione, un numero addirittura in aumento nonostante nel nostro Paese ci sia il chiaro divieto di procedure didattiche su animali (che prevede deroghe solo per l’alta formazione universitaria), e sia vigente già dal 1993 la legge sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, legge che quasi mai è pubblicizzata, calpestando il diritto dello studente a progredire nello studio senza svolgere procedure su animali Michela Kuan, Biologa e responsabile scientifica LAV

Oltre 130mila animali utilizzati sono coinvolti in procedure per cui non vi è alcun obbligo di utilizzare il modello animale (a differenza dell’ambito regolatorio), ignorando completamente quanto previsto dalla Direttiva Europea e dal Decreto Legislativo nazionale di dare priorità ai metodi sostitutivi in quanto affidabili, rilevanti per l’uomo e internazionalmente riconosciuti come il futuro della ricerca innovativa. Una scelta politica che non può essere accettata.

Infine, in merito al dolore dei test a cui sono sottoposti gli animali è cruciale sottolineare come oltre il 50% delle procedure sia autorizzato per esperimenti appartenenti ai livelli di dolore più alto, con sofferenza o angoscia intensi, di lunga durata o grave deterioramento delle condizioni generali dell'animale, come ad esempio, fratture ossee senza anestesia, sviluppo di patologie gravi, amputazioni o danni sensoriali irreversibili.

La sperimentazione animale è scientificamente obsoleta, inaffidabile e pericolosa per gli esseri umani a causa delle differenze di specie fisiologiche, metaboliche e genetiche. Basti pensare come la penicillina sia tossica per le cavie, il paracetamolo velenoso per i gatti e l'aspirina pericolosa per alcune specie animali. Questa insormontabile differenza si riflette nei risultati sperimentali fuorvianti e negli elevati tassi di fallimento dei farmaci: dal 90% al 95% dei farmaci dichiarati come sicuri ed efficaci nei test sugli animali falliscono negli studi sull'uomo Valeria Albanese, Responsabile LAV Area Ricerca Senza Animali

Chi giustifica il modello animale lo fa adducendo scuse come “la vivisezione non esiste più” e “si usano gli animali solo per rispondere a obblighi di legge o per proteggere la specie”: posizioni che vogliono far passare la sperimentazione animale come un male necessario e accettabile, ma che si discostano fortemente dalla realtà.

Il nostro Paese deve investire ora in modelli di ricerca innovativi, etici e attendibili human-based se vuole realmente salvare milioni di vite umane, animali e tutelare l’ambiente.

Intanto la Commissione Europea fa un passo in avanti verso la ricerca, animal-free ma esclude alcuni ambiti di applicazione.