Dopo mesi di lavoro con Comuni e Servizio Veterinario, il nostro progetto entra nella fase operativa.
Siamo alla vigilia dell’avvio operativo del progetto dedicato ai cani liberi che vivono da anni nell’area delle cave di Tivoli e Guidonia. Dopo mesi di lavoro per costruire, insieme agli enti coinvolti, un intervento che ne tuteli il benessere e la libertà, sul territorio è già iniziata, con la collaborazione dei volontari, la fase preparatoria alle catture.
Da alcune settimane abbiamo posizionato delle gabbie di cattura che vengono lasciate aperte e inattive, con il cibo al loro interno, affinché i cani possano abituarsi gradualmente a entrarvi senza paura. È un passaggio fondamentale: quando inizieranno le operazioni, ci permetterà di catturare animali ferali e molto diffidenti riducendo al minimo stress e modalità di intervento più invasive.
Nei giorni scorsi, però, due di queste gabbie sono state rimosse dalla loro posizione, gettate in un fosso e danneggiate.
Non si tratta semplicemente del danneggiamento di due attrezzature. Interferire con questa fase significa ostacolare un lavoro costruito proprio per proteggere i cani e rendere le operazioni di cattura il più possibile rispettose del loro benessere. Significa mettere a rischio mesi di preparazione proprio mentre il progetto sta per entrare nella sua fase operativa.
Il nostro obiettivo è chiaro: tutelare questi cani permettendo, quando le loro condizioni lo consentono, che continuino a vivere liberi nel territorio che conoscono da anni e nei loro gruppi sociali, anziché essere condannati a una vita in canile. Per farlo occorre però gestire questa popolazione: sterilizzare e identificare i cani, garantire loro alimentazione e monitoraggio sanitario, mantenere i gruppi in aree sicure e lontane dai pericoli e intervenire quando un animale ha bisogno di cure o di un percorso diverso.
È un progetto complesso, che richiede collaborazione, competenza e rispetto. Danneggiare gli strumenti necessari a realizzarlo non aiuta i cani: rende più difficile tutelarli.
Noi continueremo il lavoro avviato, insieme alle istituzioni, ai professionisti e ai volontari che stanno collaborando sul territorio, per difendere la possibilità che questi cani continuino a vivere liberi, ma finalmente tutelati e accuditi.