La Commissione conferma la necessità di un intervento strutturale sui trasporti di animali vivi, via terra e via mare.
La Commissione europea ha risposto all’interrogazione parlamentare sul caso della nave Spiridon II, presentata dall’eurodeputata Cristina Guarda (Verdi) già firmataria delle proposte elettorali della campagna Vote for Animals. Si tratta di un passaggio politico rilevante, visto l’impegno della Commissione di revisione dell’intero pacchetto normativo sull’Animal welfare che dovrebbe tutelare gli animali allevati in UE in tutte le fasi della loro vita e che per il momento è solo stato annunciato e mai formalmente portato a conclusione, nonché il nostro costante impegno , anche in sede europea nel portare all’attenzione delle istituzioni europee un caso emblematico delle criticità del trasporto marittimo di animali vivi.
Parliamo del caso della Spiridon II, documentato da organizzazioni e osservatori indipendenti, riguarda un viaggio durato oltre due mesi e che ha visto coinvolti circa 3000 bovini partiti dall’Uruguay e diretti in Turchia, durante il quale sono emerse gravi criticità, tra cui elevata mortalità degli animali, parti a bordo in condizioni inadeguate, difficoltà nella gestione sanitaria e problemi nella tracciabilità della rotta , anche a causa della disattivazione dei sistemi AIS. La nave ha inoltre transitato o sostato in acque di Stati membri prima di dirigersi verso porti in Paesi terzi, sollevando dubbi sull’effettiva applicazione dei controlli e sull’idoneità delle navi utilizzate per questo tipo di trasporto.
LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE
Nella risposta, firmata dal
Commissario per la Salute e la sicurezza degli animali Olivér Várhelyi,
la Commissione riconosce innanzitutto un limite strutturale del quadro
normativo europeo, chiarendo che la normativa UE sul benessere animale
durante il trasporto non si applica ai trasporti tra Paesi terzi e che, nel
caso specifico, non risulta il coinvolgimento di Stati membri o operatori
dell’Unione Europea. Si tratta di un elemento particolarmente critico, perché
evidenzia come, al di fuori del perimetro giuridico europeo, gli animali
possano essere esposti a viaggi lunghissimi e a condizioni incompatibili con il
loro benessere senza che trovino applicazione le tutele previste dal
diritto dell’Unione.
La Commissione ammette inoltre che, nel trasporto marittimo, possono ancora verificarsi incidenti legati all’idoneità delle navi e richiama le misure adottate negli ultimi anni per rafforzare i controlli, tra cui la normativa secondaria del 2023 e il programma di audit in corso nel biennio 2025-2026. Allo stesso tempo, indica nella proposta di revisione del regolamento europeo sul trasporto di animali vivi, il cui esame è tuttavia al momento in una fase di stallo per mancanza un accordo sugli emendamenti con la maggioranza parlamentare, lo strumento principale per introdurre standard più rigorosi, anche per le esportazioni e per il trasporto via mare, con l’obiettivo di migliorare le condizioni degli animali “mantenendo la competitività del settore zootecnico”.
Pur in presenza di questi elementi, la risposta non affronta nel merito il caso della Spiridon II né chiarisce le criticità segnalate, tra cui la durata eccezionale del viaggio, le condizioni sanitarie a bordo e i problemi di tracciabilità della rotta. Resta quindi irrisolto il nodo politico evidenziato dall’interrogazione: la possibilità che trasporti formalmente esterni all’Unione eludano, di fatto, gli standard europei di tutela animale, svuotandone l’efficacia.
Proprio a partire da questo riscontro, noi di LAV continueremo a lavorare, anche in coordinamento con l’ufficio dell’eurodeputata Guarda, per sollecitare ulteriori iniziative politiche e contribuire al rafforzamento della proposta di riforma in discussione.
La risposta della Commissione conferma la necessità di un intervento strutturale sul sistema dei trasporti di animali vivi, in particolare su quelli a lunga distanza e via mare, dove le condizioni operative rendono di fatto impossibile garantire standard adeguati di “benessere animale” e dove invece gli animali sono esposti a sofferenza sistematica. In questo contesto, la revisione della normativa europea rappresenta un passaggio decisivo che dovrà colmare le lacune esistenti e assicurare una maggiore tutela effettiva per gli animali lungo l’intera durata del trasporto.
La campagna Forward For Animals, che in cui siamo impegnati insieme a Eurogroup For Animals, chiede o una normativa adeguata perla tutela di tutti gli animali allevati, anche nei trasporti.