Si tratta del secondo errore attribuibile alla procura, quanto tempo ancora l’assassino di Amarena deve rimanere libero e impunito?
Oggi, 19 gennaio 2026, di buon mattino, noi di LAV abbiamo raggiunto Avezzano (AQ) per presenziare alla prima udienza dibattimentale del processo per l’uccisione dell’orsa Amarena.
Alle 9 il giudice ha fatto il suo ingresso nell'aula, che si è riempita immediatamente di persone. La maggior parte sono gli avvocati di enti e associazioni ammessi come parti civili, ma sono presenti anche molti giornalisti, inviati sia da testate ed emittenti nazionali — a dimostrazione del clamore suscitato dalla vicenda — sia locali, a testimonianza di quanto la popolazione abruzzese sia rimasta legata ad Amarena e profondamente colpita dall’accaduto.
Dopo la conta delle presenze, il giudice informa l’aula che la difesa dell’imputato, fisicamente assente, ha depositato una corposa memoria difensiva, incentrata, tra l’altro, sulla dedotta incompletezza formale del decreto di citazione a giudizio emesso dalla Procura.
In sede di discussione, contestiamo tutti gli ulteriori profili sollevati dalla difesa, mentre ci rimettiamo alla decisione del giudice in ordine alla questione relativa all’incompletezza del decreto di citazione, consapevoli del fatto che l’eventuale sussistenza del vizio potrebbe compromettere anche le fasi future del processo e rendere, ex post, vani i nostri sforzi.
Dopo oltre mezz’ora veniamo richiamati in aula per conoscere l’esito della decisione, ma già dalle prime parole del giudice comprendiamo che i nostri timori erano purtroppo fondati e che l’eccezione sollevata dalla difesa sarebbe stata accolta.
Così è: il decreto di citazione in giudizio viene ritenuto incompleto e, dunque, affetto da nullità a regime intermedio, con conseguente regressione del processo alla fase predibattimentale, già superata con successo.
Usciamo dall’aula delusi e arrabbiati per l’ennesima interruzione del procedimento, del tutto indipendente dal nostro operato, che allontana ulteriormente il condiviso obiettivo di ottenere giustizia per Amarena.