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Rapporto Zoomafia 2020: in Calabria il 4% dei procedimenti nazionali

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Ultimo aggiornamento

mercoledì 23 settembre 2020

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I dati del Rapporto Zoomafia 2020 relativi alla Calabria ci mostrano una regione seriamente interessata dal fenomeno. Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, bracconaggio organizzato, traffico di fauna selvatica, pesca di frodo: sono alcuni dei crimini contro gli animali registrati in Calabria.

  • Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale, si può stabilire che, nel 2019, nella regione sono stati registrati 393 fascicoli (circa il 4,14% di quelli nazionali), con un tasso di 20 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e 238 indagati (circa il 4,07% di quelli nazionali), con un tasso di 12,11 indagati ogni 100.000 abitanti.
  • Confrontando i dati di 7 Procure che hanno risposto sia nel 2020 che nel 2019, relativamente ai procedimenti non sono state registrate variazioni rispetto all’anno precedente, mentre per il numero degli indagati si registrata un aumento del +11% circa. 
  • Per quanto riguarda le Procure presso i Tribunali per i Minorenni sono stati registrati solo due procedimenti a Catanzaro, rispettivamente per uccisione di animali e per maltrattamento di animali con 2 ragazzi indagati.

“È opportuno ricordare che il numero dei reati ufficiali rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti, infatti, molti reati, pur essendo stati commessi restano, per motivi vari, nascosti e non vengono registrati – ammonisce Ciro Troiano, Criminologo e Responsabile dell’Osservatorio Zoomafia LAV – purtroppo, il maltrattamento di animali, anche nelle sue forme organizzate, mantiene intatta la sua pericolosità e diffusione

Sul piano investigativo, occorrerebbe intervenire più approfonditamente e adottare strategie di contrasto più radicali.

Sarebbe necessario intensificare l’analisi e il contrasto a tutte le forme di maltrattamento organizzato di animali per individuare e reprimere in primis proprio il loro profilo organizzato e programmato, poiché si tratta di forme di maltrattamento intrinsecamente consociative che trovano la loro consumazione solo sotto forma di evento pianificato e strutturato.

COMUNICATO INTEGRALE

Foto presa dal web