IN EMILIA ROMAGNA
La richiesta si può inviare in ogni momento dell'anno al Presidente della Regione Michele de Pascale.
Questi i contatti:
Viale Aldo Moro, 52 - 40127 Bologna
PEC: segreteriapresidente@postacert.regione.emilia-romagna.it
Il divertimento che alcuni provano nell’uccidere altri esseri viventi non dev’essere più un’attività legale. Per nessuno e mai più. Lottiamo per abolire la caccia che ogni anno massacra milioni di animali.
Una recente sentenza del Consiglio di Stato riconosce infatti il diritto di escludere i propri terreni dalla caccia per motivi etici.
Una vera e propria possibilità di fare obiezione di coscienza che permetterà di salvare migliaia di animali dalla caccia.
Giovedì 30 luglio il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il nuovo Piano Faunistico Venatorio regionale, un documento molto articolato che, oltre a prevedere lo sterminio di milioni di animali in quella Regione, offre la possibilità di vietare la caccia sui terreni di proprietà.
Quindi, ai sensi dell’articolo 15 della Legge nazionale 157 del 1992, i proprietari o conduttori di terreni hanno tempo trenta giorni, dal 30 settembre 2026, giorno di pubblicazione dell’atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, per inoltrare la domanda seguendo le istruzioni presenti a questo link.
Tale modulo è stato predisposto dai nostri legali con lo scopo di superare le tante condizioni ostative poste dalla Regione Toscana, benché non previste dalla normativa nazionale in materia. Quali la necessità di essere dotati di SPID o CIE per poter sottoporre la domanda, l’obbligo di dotarsi di una casella di posta certificata (PEC) e soprattutto i terreni per i quali si chiede il divieto di caccia devono avere una superficie minima di 200Ha, anche eventualmente accorpati con i terreni confinanti.
È perciò molto probabile che la Regione risponda all’invio del modulo con un diniego, ma questo non deve scoraggiare chi vuole vietare la caccia sui propri terreni perché ognuno potrà poi impugnare quel diniego avanti il TAR di Firenze chiedendo che le norme previste a livello nazionale prevalgano sulle disposizioni regionali fatte proprio con l’intenzione di ostacolare i cittadini ad ottenere il loro diritto a vivere senza cacciatori sui propri terreni.
Teneteci informati e fateci sapere com’è andata la vostra esperienza con la Regione Toscana, ci sarà utile saperlo per organizzare le nostre azioni future a sostegno delle richieste di divieto di caccia.
La richiesta si può inviare in ogni momento dell'anno al Presidente della Regione Michele de Pascale.
Questi i contatti:
Viale Aldo Moro, 52 - 40127 Bologna
PEC: segreteriapresidente@postacert.regione.emilia-romagna.it
Le altre Regioni non hanno ancora rinnovato il proprio Piano Faunistico Venatorio e quindi aperto la possibilità di escludere i propri terreni per la caccia.
Per info bisogna scrivere all'Ufficio Caccia e Pesca per sapere quando si rinnoverà il Piano faunistico venatorio e poi mandare la richiesta al Presidente della Regione entro 30 giorni dalla data di rinnovo.
Non appena disponibili, pubblicheremo qui tutti gli aggiornamenti e le istruzioni per poter inoltrare la domanda di divieto di caccia.
Nel 2022 solo il 23,9% degli italiani si dichiara favorevole alla pratica della caccia (i contrari sono ben il 76,1%), in netta diminuzione rispetto al 2021 quando erano il 36,5%. (Rapporto Italia 2022, Eurispes)
Oltre 400.000 cacciatori continuano ogni anno a uccidere milioni di animali.
Grazie alla Legge 157 del 1992 tutti gli animali selvatici sono di proprietà dello Stato e nessun cittadino può disporne. Tranne i cacciatori, che godono di una specifica concessione statale chiamata licenza di caccia.
La caccia in Italia è consentita dalla 3° domenica di settembre al 31 gennaio di ogni anno, in base al calendario venatorio emesso da ogni Regione.
Tuttavia, può essere autorizzata anche al di fuori del calendario venatorio: è il caso delle preaperture, dei posticipi, della caccia di selezione o in deroga.
Chi pratica la caccia sostiene che si tratti di un’attività necessaria per ripristinare gli squilibri faunistici causati dagli esseri umani e per contenere i danni provocati dagli animali all’agricoltura.
La verità, invece, è che gli animali selvatici sarebbero sempre in perfetto equilibrio numerico con il territorio in cui vivono, se non intervenisse l’uomo con le sue attività, tra le quali la caccia è senza dubbio la più violenta. Infatti:
Per decenni sono stati immessi sul nostro territorio cinghiali molto più grandi e prolifici di quelli originari. Ora questi animali sono accusati di creare danni all’agricoltura, ma è evidente che la responsabilità diretta è di chi li vuole come facile bersaglio di caccia.
La maggiornaza di Governo ha proposto una riforma che di fatto regalerebbe gli animali selvatici e l'ambiente ai fucili dei cacciatori.
Dobbiamo fermarli, insieme!
FIRMA IL NOSTRO APPELLO AL PRESIDENTE MATTARELLAContrastiamo i calendari venatori regionali, cercando di restringere sempre più il numero delle specie cacciabili e i periodi.
Nelle sedi politiche ci opponiamo a tutti i tentativi di modifica delle norme nazionali e regionali che vogliono estendere ancora di più i privilegi dei cacciatori, come nel caso dell'Emendamento "caccia selvaggia" e il DDL "Sparatutto".
Vogliamo stabilire una nuova relazione tra umani e animali selvatici, una relazione solida e basata su coesistenza pacifica e tutela degli animali selvatici.
Numerose sospensioni di calendari venatori nella loro interezza oppure relativamente a determinati specie o periodi.
Grazie al nostro intervento nelle sedi parlamentari, la legge nazionale sulla caccia n.157/1992 non è stata modificata nonostante i numerosi tentativi operati dai parlamentari, sostenitori della lobby venatoria, con il pretesto dei danni causati dagli animali selvatici all’agricoltura.
Per la protezione degli habitat e dell’ambiente, per la salvaguardia della nostra stessa specie, vogliamo che la caccia sia totalmente abolita, insieme a qualsiasi attività di gestione cruenta degli animali selvatici.
Scrivi ai quotidiani della tua zona, esprimi contrarietà alla caccia e all’uccisione degli animali selvatici e non dimenticare di mettere inevidenza il rischio elevato anche per le persone e gli animali familiari che ogni anno cadono vittime dei cacciatori.
Di fronte a un problema concreto, chiedi l’applicazione esclusiva di metodi non cruenti e non letali, come la sterilizzazione, la traslocazione, ecc.
Sostieni le nostre campagne e diffondi le informazioni sulla crudeltà della caccia.
Informati!
Vuoi scoprire di più sulla caccia e come poterla contrastare? Leggi il nostro approfondimento con le domande più frequenti.