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GLI ANIMALI ALLOCTONI NON SONO INVASORI

Spesso dipinti come "invasori", sono semplicemente esseri viventi che seguono il loro istinto di sopravvivenza in un mondo sconvolto dalle scelte umane. 

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CHI SONO GLI ALLOCTONI

Per alloctono si intende un organismo introdotto dall'uomo, intenzionalmente o accidentalmente, al di fuori della sua area di origine, in luoghi dove non sarebbe mai arrivato tramite processi naturali.

COME ARRIVANO?
Di solito le specie alloctone giungono in nuove aree attraverso il commercio, il trasporto o i viaggi, tramite l’acqua di zavorra caricata dalle navi in partenza e poi rilasciata all’arrivo, insieme alle specie sopravvissute al viaggio.

Il Mediterraneo inoltre non è più quello di un tempo: la sua identità biologica sta cambiando sotto la pressione di fattori climatici e antropici. La cosiddetta tropicalizzazione sta riscrivendo gli equilibri biologici di questo mare, insieme al traffico marittimo, all’aumento del turismo costiero e all’inquinamento crescente. A questi fattori si sommano i cambiamenti climatici globali, che rendono le acque superficiali mediterranee sempre più calde, stratificate ed esposte a eventi estremi.

La comparsa di nuove specie è quindi il risultato di migrazioni naturali favorite dal riscaldamento,  di introduzioni legate alle attività umane, come il trasporto marittimo e l’acquacoltura, e di identificazioni tardive di specie già presenti, ma difficili da individuare.

Non è dunque corretto attribuire la responsabilità a singoli organismi, come ad esempio il granchio blu. La vera minaccia alla biodiversità è l’alterazione profonda degli ecosistemi acquatici causata dall’azione umana.


UN INNOCENTE DEMONIZZATO: IL GRANCHIO BLU

Originario dell’Atlantico occidentale, con un’area di distribuzione dalla Nuova Scozia fino alle coste dell’Uruguay, vive vicino alle foci fluviali e alle lagune costiere, poiché è in grado di adattarsi alle marcate variazioni di temperatura e salinità tipiche di questi ambienti di transizione tra il mare e le acque dolci. Il granchio blu preda in particolare mitili, come telline, vongole e cozze.

Il suo predatore è il polpo,  capace di bloccarne le chele e romperne il carapace con il becco, anche se è di dimensioni inferiori. La continua cattura di polpi pescati con i più svariati metodi, da quelli commerciali a quelli di pesca ricreativa, ha determinato un depauperamento della specie, che si è molto ridotta di numero, ma che è l’unica che può mantenere l’equilibrio naturale tra granchio blu e bivalvi.

Il Governo italiano e diverse Regioni hanno stanziato fondi e indennizzi specifici per sostenere gli allevatori di cozze, vongole e altri molluschi, predati dal granchio blu e allo stesso tempo sono state predisposte misure di contenimento di questa specie.

Ormai da tempo è stata anche creata una filiera commerciale per il granchio blu, demonizzato, pescato, trasportato ed esposto spesso vivo sui banchi frigo, per poi morire tra atroci sofferenze.

IL PESCE SILURO: VITTIMA DELLA SUA ADATTABILITÀ

Specie alloctona originaria di fiumi e bacini dell'Europa centro-orientale e Asia occidentale. Introdotto in Italia negli anni '50 per la pesca sportiva, il pesce siluro è privo di predatori naturali e molto adattabile, si riproduce con rapidità, raggiunge dimensioni notevoli e preda numerose specie native. 
Per questo motivo vi sono diversi progetti di contenimento che vedono il pesce siluro vittima più volte nel tempo, dalla cattura nel suo habitat di origine, alle importazione a scopi venatori e alle cruente uccisioni.


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Bianca Boldrini
Responsabile Area Animali Acquatici
b.boldrini@lav.it