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Animali allevati e leggi di tutela: a quando alcuni passi avanti? Facciamo il punto

Siamo nel 2026 e ci sono ancora miliardi di animali rinchiusi negli allevamenti.

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Ultimo aggiornamento

venerdì 16 gennaio 2026

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Qual è lo scenario dei prossimi mesi?

Ci sono alcuni corposi file sui tavoli europei che sono fermi da tempo, o sono stati impoveriti e svuotati.

Si tratta delle leggi di tutela degli animali allevati in tutte le fasi della loro vita, la cui revisione dichiarata nel lontano 2020 dalla Commissione europea ha subito continui ritardi e attacchi da parte della lobby dell'agroindustria zootecnica a Bruxelles e negli Stati Membri.
Il DIVIETO DELL'UTILIZZO DI GABBIE
La Commissione, che deve presentare la bozza di legge per questo divieto, aveva preso un impegno pubblicamente nel giugno 2021. Siamo nel 2026, e ancora nulla di fatto. Lo scorso anno, siamo intervenuti contro la Commissione presso il Tribunale UE proprio contro questo ritardo e mancato rispetto dell'impegno preso e siamo in attesa che sia fissata l'udienza.
Dopo che nel Programma di lavoro della Commissione pubblicato lo scorso anno non c'era alcuna menzione della “animal welfare legislation”, alle richieste urgenti da parte delle organizzazioni per la protezione degli animali e della società civile, il Commissario Várhelyi ha dichiarato che ci sarà una bozza entro l'anno ma ancora non sono chiari i tempi di transizione né se saranno incluse tutte le specie, come è urgente che sia. Intanto, grazie ad un lavoro congiunto con le altre organizzazioni italiane, nella legge di bilancio 2026 è stato previsto un fondo per il sostegno all'abbandono delle gabbie in Italia per un totale di 1.5 milioni di euro. Una somma esigua, ma un piccolo passo verso il divieto.Come se servisse ancora evidenza, dopo anni di battaglie, 1.4 milioni di firme raccolte, scienziati e la stessa EFSA che hanno ribadito gli effetti deleteri delle gabbie sugli animali, dopo che anche parte del sistema produttivo ha mostrato supporto per questa transizione, l'ultima, ennesima, consultazione pubblica lanciata dalla Commissione si è chiusa in dicembre.
IL TRASPORTO DI ANIMALI VIVI
Tutto fermo anche su quel fronte.
Il testo della nuova bozza di regolamento ha subito tantissimi attacchi e modifiche che rischiano di svuotare il senso di questa riforma che dovrebbe assicurare maggiore protezione agli animali che ancora sono trasportati. Sono 0ltre 1.5 miliardi ogni anno, in e fuori dall'Europa in condizioni di sofferenza estrema, animali fragili, femmine gravide, animali non svezzati, viaggi lunghi e spesso in condizioni proibitive, manipolazioni violente. E rimane ancora urgente il tema dello stop al trasporto da e per paesi Terzi anche via nave, come dimostra il caso della nave Spiridon II che ancora una volta ha mostrato la vergogna di questo trasporto. Questa è la realtà del trasporto di animali vivi che va cambiata. Proprio la settimana prossima ripartirà il dialogo, almeno al Parlamento europeo, sull'urgenza della riforma.
LE MALATTIE ANIMALI SI DIFFONDONO TRA GLI ALLEVAMENTI

Nel frattempo, le malattie animali hanno continuato a correre tra gli allevamenti causando la morte o l'uccisione degli animali coinvolti. Influenza aviaria, dermatite nodulare contagiosa, afta epizootica, lingua blu, peste suina africana. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da diffusione massiccia in particolare di alcune di queste malattie, di cui una su tutte, l'influenza aviaria, è fonte di grande allarme anche nella comunità scientifica, ben consapevole del potenziale pandemico di questa patologia, visto la sua possibilità di contagiare l'uomo e l'altissimo tasso di mortalità, in passato, registrato proprio tra la popolazione umana. La prevenzione con vaccinazioni e biosicurezza, come mostrano i fatti, non sono sufficienti: solo riducendo sempre di più le densità e i numeri degli animali allevati, favorendo una riconversione del sistema, può rappresentare una vera soluzione all'enorme problema sanitario rappresentato dall'attuale modello. Proprio partendo da standard di tutela degli animali più stringenti, controlli efficaci del rispetto di questi, e requisiti stretti di riduzione densità e numeri.
L'ACCORDO MERCOSUR

E ancora, l'accordo commerciale Mercosur tra quattro Paesi del sud America e l'UE, ha un potenziale distruttivo enorme per quanto riguarda passi avanti per gli animali in Europa. Gli standard di tutela degli animali allevati nei Paesi di origine, così come i farmaci e le sostanze autorizzate, sono infatti diversi e peggiorativi rispetto alle normative UE. Questo pone una concreta minaccia al fatto che la revisione dei regolamenti per la tutela degli animali possa andare a buon fine, considerato che un aspetto cruciale per rendere effettivi gli standard europei è imporre anche ai prodotti importati gli stessi requisiti, anche per creare un mercato senza vantaggi competitivi per chi applica ancora meno tutele.

LE BATTAGLIE CONTINUANO ANCHE NEL 2026
Un nuovo anno si apre e ci vedrà necessariamente impegnati per ottenere passi avanti per gli animali costretti alla sofferenza degli allevamenti, in un contesto politico fortemente sordo e cieco all'urgenza di un cambiamento di paradigma nel modo in cui sono trattati gli animali allevati e nella scelta di politiche coerenti alle emergenze climatiche e ambientali che dobbiamo affrontare.

Lorenza Bianchi - Responsabile LAV Area Animali negli Allevamenti e Chair EfA Farm Animal Working Group