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Botti di Capodanno: la nostra Unità di Emergenza attiva da ieri sera per soccorrere gli animali

A Firenze, Prato e Lucca 6 cani soccorsi e oltre 50 chiamate e segnalazioni. Le ricerche continuano ancora!

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Ultimo aggiornamento

giovedì 01 gennaio 2026

Topic


Emergenza

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Già prima dello scoccare della mezzanotte sono arrivate le prime segnalazioni

Come ogni anno, il primo gennaio si apre con un bilancio di vittime e feriti causati dall’esplosione dei botti durante i festeggiamenti notturni. Per gli animali, familiari e selvatici, i rumori improvvisi e le luci intermittenti provocano paura intensa, reazioni incontrollate e tentativi di fuga che possono avere esiti anche drammatici.

Per far fronte a questa emergenza, l’Unità di Emergenza LAV è stata attiva dalla serata del 31 dicembre fino alla mattina di oggi nelle città di Firenze, Prato e Lucca, offrendo supporto sul territorio e intervenendo per il soccorso di animali dispersi, avendo a disposizione due ambulanze veterinarie e altri mezzi privati.

Già prima dello scoccare della mezzanotte sono arrivate le prime segnalazioni e chiamate di preoccupazione. Un cane anziano e cieco si era perso e vagava nel centro della città di Prato, tre cani sono stati trovati in mezzo alla strada al buio e spaventati dai rumori dei botti. In totale l’Unità d’Emergenza LAV ha soccorso 6 animali, tutti ricongiunti in seguito con i loro umani, e ha ricevuto oltre 50 telefonate tra le 20 e le 4 di notte. Attualmente proseguono le ricerche degli animali ancora dispersi.

Peraltro, la scorsa notte è stata tragica anche per gli esseri umani a causa dei botti esplosi nei festeggiamenti notturni. Secondo i primi dati arrivati dai Vigili del Fuoco e quelli riportati dalla stampa, ancora parziali, , i feriti a Capodanno 2026 sono 57 tra Napoli e provincia, mentre a Milano sono state diverse le operazioni del 118 ma nessuna per situazioni gravi, invece a Roma una vittima. Per quanto riguarda gli interventi dei Vigili del Fuoco in tutta Italia sono stati 770, 112 in meno rispetto all’anno scorso.

Lo diciamo dallo scorso anno quando abbiamo fatto partire la nostra campagna di sensibilizzazione “Basta Botti” e lo sosteniamo da sempre: è necessario porre fine a questo “spettacolo” che mette a rischio animali e umani. Ora spetta alla politica agire! Beatrice Rezzaghi, Responsabile Unità di Emergenza LAV

A fronte delle 103mila firme raccolte già lo scorso anno, noi di LAV chiediamo al Governo e al Parlamento di agire quanto prima con una Legge nazionale di divieto dei botti.

Alla Camera sono state depositate due distinte proposte di legge a nome degli onorevoli Patrizia Prestipino (PD) e Devis Dori (AVS), che chiedono di vietare i botti per tutelare l’incolumità, la quiete e la sicurezza pubblica, oltre che gli animali domestici e selvatici, e per prevenire danni al patrimonio artistico, culturale, ambientale e ai beni privati.

È invece notizia di qualche giorno fa l’annuncio dell’arrivo anche al Senato della proposta di una Legge Nazionale contro l’uso dei botti da parte del senatore Manfredi Potenti (Lega), a seguito di un confronto con la LAV, che da tempo sollecita un intervento normativo che superi le Ordinanze e i Regolamenti comunali.

Ci appelliamo anche ai Ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, del Made in Italy, Adolfo Urso, e della Salute, Orazio Schillaci, affinché il Governo le sostenga con determinazione nell’interesse dell’incolumità di persone e animali, della riconversione delle attività e della tutela della salute pubblica.

A supportare le richieste di LAV anche la recente Indagine Doxa, la quale mostra che il 94% degli italiani è contrario all’uso dei botti per i festeggiamenti di Capodanno: di questi, infatti, il 63% è completamente disposto a rinunciarvi e il 31% già non li usa. Un consenso così ampio rende non più rinviabile una scelta di civiltà per l’anno che verrà.

Le ricerche degli animali ancora dispersi proseguiranno nei prossimi giorni di gennaio. Per eventuali segnalazioni contattare il numero: + 320 47 92 598.

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lunedì 29 dicembre 2025

Botti di Capodanno: Unità d'Emergenza LAV in campo per cercare e salvare animali

Ogni primo gennaio è lunga la serie di segnalazioni di animali morti o feriti, oppure di smarrimenti in seguito a fughe guidato da un panico invincibile.

Carcarli subito è fondamentale. Prestare le prime cure anche. E continuare a sondare tutte le possibili direzioni in cui potrebbero essere andati. Servono strumenti, attrezzature adatte e preparazione per gli interventi di primo soccorso e di ricerca.

Ogni scoppio è un colpo al cuore.
Cani, gatti e animali selvatici terrorizzati. Scappano, saltano cancelli, si smarriscono. Perdono l'orientamento, corrono senza meta e finiscono travolti dalle auto.

Per scongiurare il più possibile le enormi sofferenze patite dagli animali, e aiutare i loro compagni umani a trovarli e a curarli, la nostra Unità di Emergenza quest'anno sarà attiva. con i volontari delle sedi, a Firenze, Prato e Lucca nella notte di San Silvestro e nei giorni successivi.

Le nostre squadre saranno pronte a soccorrere e recuperare animali feriti, dargli le prime cure o trasferirli, se necessario, in cliniche veterinarie.

Ma non solo San Silvestro! Dal 1° gennaio continueremo a essere attivi nella ricerca degli animali dispersi a causa dei botti,  un'altra gravissima conseguenza del loro utilizzo.

Il numero da chiamare per segnalazioni, se avete bisogno per arrivare alla clinica veterinaria più vicina o per cercare un animale smarrito in zona Firenze, Prato e Lucca - dal 31 dicembre sera - è questo: 3204792598.

Vogliamo salvare più animali possibile. Come sempre.

A Capodanno e non solo, proteggere gli animali familiari dal panico causato dai botti è fondamentale e necessario. Anche tu puoi minimizzare i danni. Abbiamo creato una guida che ti spiegherà come fare.

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venerdì 19 dicembre 2025

Genova: Sindaca Salis adotta Ordinanza per vietare i botti per festività e Capodanno

Accogliamo con soddisfazione l’Ordinanza adottata dalla Sindaca di Genova, Silvia Salis, che vieta l’utilizzo dei botti di Capodanno nel periodo delle festività, dal 22 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 e introduce, nella notte di San Silvestro, anche il divieto di detenzione di artifici pirotecnici in aree pubbliche e aperte al pubblico.

Si tratta di un provvedimento importante e coraggioso, che mette al centro la tutela dell’incolumità delle persone, il benessere degli animali, la protezione dell’ambiente e del patrimonio urbano, riconoscendo in modo chiaro i gravi rischi connessi all’uso dei botti, anche di quelli di libera vendita. 

Ci auguriamo che l’Ordinanza sia l’inizio di un percorso per l’emanazione di un Regolamento di divieto che la renda duratura nel tempo (le Ordinanze, spesso peraltro impugnate dal TAR, hanno una durata temporale limitata e devono essere emanate di anno in anno, mentre un Regolamento è uno strumento stabile nel tempo) e che sia fatta rispettare attraverso i dovuti controlli della Polizia Municipale.

C’è necessità urgente di proibire il possesso, l’uso, l’acquisizione e la cessione a qualsiasi titolo di articoli come petardi, razzi, bengala, raudi e i tradizionali fuochi d’artificio.

I tempi sono maturi: già diversi Paesi, europei e no, hanno vietato o regolamentato in maniera stringente l'uso dei “botti” e degli articoli pirotecnici. Ad esempio, dal primo gennaio del 2026 nei Paesi Bassi non sarà più possibile acquistare e utilizzare fuochi d’artificio per uso privato.

Proteggere gli animali familiari dal terrore causato dai botti è fondamentale e necessario. Scopri come fare.

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venerdì 19 dicembre 2025

Botti di Capodanno: necessario dire basta a questo pericolo!

Si avvicina il Capodanno e noi di LAV, a fronte delle 103mila firme raccolte già lo scorso anno, chiediamo al Governo e al Parlamento di agire quanto prima con una Legge ... LEGGI I DETTAGLI

Si avvicina il Capodanno e noi di LAV, a fronte delle 103mila firme raccolte già lo scorso anno, chiediamo al Governo e al Parlamento di agire quanto prima con una Legge nazionale di divieto dei botti, a fronte di una loro comprovata pericolosità per le persone, per gli animali e per l’ambiente.   

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Alla Camera sono state depositate due distinte proposte di legge a nome degli onorevoli Patrizia Prestipino (PD)e Devis Dori (AVS), che chiedono di vietare i botti per tutelare l’incolumità, la quiete e la sicurezza pubblica, oltre che gli animali domestici e selvatici, e per prevenire danni al patrimonio artistico, culturale, ambientale e ai beni privati. Auspichiamo che anche al Senato vengano presentati testi analoghi, sostenuti in modo trasversale da tutte le forze politiche, perché si tratta di una tematica che non può che unire. Ci appelliamo anche al Ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, del Made in Italy, Adolfo Urso, e della Salute, Orazio Schillaci, affinché il Governo le sostenga con determinazione nell’interesse dell’incolumità di persone e animali, della riconversione delle attività e della tutela della salute pubblica. 

C’è necessità urgente di proibire il possesso, l’uso, l’acquisizione e la cessione a qualsiasi titolo di articoli come petardi, i razzi, i bengala, i raudi e i tradizionali fuochi d’artificio

I tempi sono maturi: già diversi Paesi, europei e non, hanno vietato o regolamentato in maniera stringente l'uso dei “botti” e degli articoli pirotecnici. Ad esempio, dal primo gennaio del 2026 nei Paesi Bassi non sarà più possibile acquistare e utilizzare fuochi d’artificio per uso privato. 

La Polizia di Stato riporta che i dati relativi agli incidenti dell’ultimo Capodanno evidenziano un aumento generale dei feriti umani, con un calo di quelli con meno di 40 giorni di prognosi, ma con un aumento significativo di quelli gravi con una prognosi superiore. In particolare, se nel 2024 le persone colpite sono state 274, di cui 49 ricoverate, questo inizio anno sono state 309, di cui 69 ricoverate. Tra i feriti aumenta anche il numero dei minori coinvolti, salito da 64 a 90.  A Torino, la città che ha visto gli episodi più gravi, in tre distinte situazioni, altrettanti minorenni hanno subito rispettivamente gravi ustioni al viso, una grave lesione alla mano destra e, infine, la perdita dell’occhio destro. 

Gli animali, da parte loro, subiscono l’impatto dei botti in maniera estremamente grave.

Cani e gatti, che hanno un udito sensibilissimo, sono vittime designate, possono essere preda di un terrore incontrollabile con esiti anche letali. Infatti, l'udito umano è in grado di percepire una gamma di suoni fino a 20 mila hertz, il cane fino a 40/46 mila hertz, il gatto fino a 70.000 Hz, solo per fare degli esempi. Ogni primo gennaio è lunga la serie di segnalazioni di animali morti o feriti, oppure di smarrimenti in seguito a fughe. 

Proprio per questo l’Unità di Emergenza LAV, come già lo scorso anno, ha attivato un servizio di assistenza e ricerca degli animali in fuga, che questa volta si concentrerà sul territorio di Firenze e sulle zone limitrofe, intervenendo per soccorrere eventuali feriti e attivandosi nella ricerca di cani e gatti scappati dalle abitazioni. 

Abbiamo pubblicato alcuni consigli su come prendersi cura dei propri animali in occasione del Capodanno, ma chi non può essere tutelato sono invece gli animali selvatici e quelli che vivono liberi nelle nostre città. Non soltanto i cani e i gatti randagi, ma anche gli uccelli o i mammiferi che popolano i centri urbani, che spaventati dai botti possono morire d’infarto o andare a ferirsi gravemente. Emblematico è il caso della strage di storni avvenuta a Roma nel Capodanno 2021, in cui centinaia di uccelli morirono abbattendosi al suolo durante le esplosioni. 

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L’ambiente, infine, risulta ai rilievi delle agenzie preposte fortemente inquinato dai fumi e dai residui dei botti, con conseguenze negative per tutti.

Lo scorso anno LAV ha commissionato una Indagine Doxache mostra che il 94% degli italiani è contrario all’uso dei botti per i festeggiamenti di Capodanno: di questi, infatti, il 63% è completamente disposto a rinunciarvi e il 31% già non li usa. Il 94% è disposto quindi a festeggiare con metodi alternativi ai botti e il 93% ritiene che le Istituzioni dovrebbero fare di più per tutelare gli animali e gli esseri umani. 

È giunto il momento che il Governo e il Parlamento si muovano nella direzione della tutela di cittadini e animali ponendo uno stop a un commercio e a un utilizzo di questo genere di esplosivi, che rappresenta un pericolo per tutti.





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