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Allevamenti: a “Report” ancora una volta immagini sulle condizioni degli animali

Sono 533 milioni i polli macellati solo in Italia nel 2021. Serve un cambio sistemico della produzione e dei consumi.

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Ultimo aggiornamento

venerdì 27 gennaio 2023 12:40

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Tre interrogazioni parlamentari interpellano i Ministri sui contenuti dell'Inchiesta di Report

Sono passate due settimane da quando Report ha mandato in onda su Rai3 l’inchiesta di Giulia Innocenzi sulle modalità di allevamento di polli bio e non bio di un noto marchio italiano. Da allora molto è stato detto e scritto.

A questo si sono ora aggiunte tre interrogazioni parlamentari, di cui due alla Camera dei Deputati a firma di Evi e altri (Verdi e Sinistra Italiana) e Raffa (M5S), e una al Senato a firma di Naturale – Vicepresidente Commissione della Commissione Agricoltura, e altri parlamentari M5S.
I Ministri formalmente interpellati sono Schillaci
per la Salute, Lollobrigida per l’Agricoltura, ma ad aver preso contezza del contenuto dell’inchiesta è chiamato anche il Ministro Calderoli per quanto concerne le Regioni con le proprie Asl veterinarie.

Noi di LAV, in attesa delle risposte dei Ministri alle interrogazioni, continuiamo però ad attendere risposte ai quesiti posti alla Fileni:

Che procedura di gestione mette in atto l’azienda per quei polli non idonei agli standard commerciali, ad esempio che non crescono e restano più piccoli degli altri?
Quali sono i dati sulla mortalità in azienda per le diverse tipologie di allevamento (convenzionale e biologico)?
Viste le problematiche per la salute degli animali legate all’impiego di razze a rapido accrescimento, l’azienda cosa pensa della selezione genetica dei polli broiler?
Viste le problematiche per la salute degli animali legate all’impiego di razze a rapido accrescimento, l’azienda pensa di convertirsi interamente al biologico nei prossimi anni, dismettendo in toto l’utilizzo di razze a rapido accrescimento e riducendo contestualmente il numero di animali allevati?
In quali casi e per quali motivi il pollo Rusticanello, simbolo della produzione biologica dell’azienda, non ha accesso all’aperto? Se del caso, quale percentuale del ciclo di allevamento rappresenta il periodo senza accesso all’aperto?
Quanti sono i polli allevati secondo il metodo biologico in percentuale rispetto al totale dei polli allevati dall’azienda?
Il disciplinare sull’etichettatura di Unaitalia, cui l’azienda aderisce, è di pubblica consultazione? Dove è possibile consultarlo? Tutti i prodotti dell’azienda seguono questo disciplinare?
Ci sono differenze nel numero di veterinari a disposizione tra allevamento convenzionale e biologico?

LEGGI LA LETTERA APERTA DI LAV ALL'AZIENDA


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venerdì 20 gennaio 2023

Dopo il servizio di Report

Le immagini ricevute da LAV e andate in onda su Report, con un’inchiesta della giornalista Giulia Innocenzi, mostrano la realtà crudele della zootecnia. Per rispondere alla richiesta del mercato, i polli sono costretti a condurre una non vita, ammassati in capannoni che sono vere e proprie fabbriche di animali, dove spesso restano bloccati a terra sulle proprie feci perché non in grado di alzarsi, schiacciati dall’enorme petto che sviluppano e del peso che la loro muscolatura e le loro ossa di animali di pochi giorni di vita non riescono a sostenere.

Dopo il servizio di Report, ora visibile anche su YouTube, che ipotizza maltrattamenti e il mancato rispetto del disciplinare sugli allevamenti di polli Fileni, sono emersi i primi dubbi non solo tra i consumatori, che soprattutto sui social hanno chiesto chiarimenti, ma anche tra gli enti certificatori.

Lorenzo Pileri, Ad di Ccpb, l’ente di certificazione che si occupa di Fileni bio, intervistato da “Il Salvagente, ha rivendicato la serietà dei controlli Ccpb, ma, contestualmente, ha dichiarato “faremo più visite a sorpresa e saremo più attenti”.

Anche BLab, ente che certifica a livello internazionale l’eticità della produzione e del quale Fileni ha annunciato ad inizio 2022 di essere il primo produttore di carne al mondo ad avere ottenuto questa certificazione, ha sentito la necessità di chiarire la propria posizione rispetto all’azienda. BLab ha infatti dichiarato che, a seguito di una segnalazione formale ricevuta, tramite reclamo sulla Certificazione BCorp, mesi prima della messa in onda del 9 gennaio, è stata avviata una revisione ufficiale alla luce di quanto emerso su Fileni.

Dopo le posizioni di Ccpb e di Bcert, entrambi certificatori di Fileni, è giunto anche il comunicato di Assobio, associazione nazionale delle imprese di produzione, trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali, della quale Fileni è socia. Nel comunicato Assobio dichiara che Massimo Fileni, Vicepresidente dell’azienda, nonché Consigliere di Assobio, ha deciso “di autosospendersi momentaneamente dal suo ruolo di membro del Consiglio direttivo per consentire una serena ed adeguata analisi della situazione”.

Le reazioni a quanto andato in onda sembrano non fermarsi. A pochi giorni dalla decisione di Massimo Fileni di autosospendersi dal consiglio direttivo di Assobio, giunge anche la dichiarazione di Sara Tomassini, presidente di Terre marchigiane, che ha scritto al Distretto regionale bio per chiedere la sospensione di Fileni per evitare che “la situazione si ripercuota pesantemente su tutto il comparto biologico marchigiano e sull’immagine della regione”.

LAV, che da sempre si batte contro lo sfruttamento di tutti gli animali, ha scritto una lettera aperta all'azienda, a seguito dell’inchiesta di report andata in onda il 9 gennaio 2023, ponendo a Fileni diverse domande per le quali si attende una risposta.

Quello della carne, ed in particolare della carne di pollo, è un sistema di produzione crudele e sempre più insostenibile, dove, per un numero così elevato di animali, il bassissimo valore commerciale del singolo individuo non giustifica interventi quali cure e terapie, in un contesto dove gli animali non sono altro che unità produttive.

In attesa di risposte, rinnoviamo le seguenti domande all’azienda:

Che procedura di gestione mette in atto l’azienda per quei polli non idonei agli standard commerciali, ad esempio che non crescono e restano più piccoli degli altri?
Quali sono i dati sulla mortalità in azienda per le diverse tipologie di allevamento (convenzionale e biologico)?
Viste le problematiche per la salute degli animali legate all’impiego di razze a rapido accrescimento, l’azienda cosa pensa della selezione genetica dei polli broiler?
Viste le problematiche per la salute degli animali legate all’impiego di razze a rapido accrescimento, l’azienda pensa di convertirsi interamente al biologico nei prossimi anni, dismettendo in toto l’utilizzo di razze a rapido accrescimento e riducendo contestualmente il numero di animali allevati?
In quali casi e per quali motivi il pollo Rusticanello, simbolo della produzione biologica dell’azienda, non ha accesso all’aperto? Se del caso, quale percentuale del ciclo di allevamento rappresenta il periodo senza accesso all’aperto?
Quanti sono i polli allevati secondo il metodo biologico in percentuale rispetto al totale dei polli allevati dall’azienda?
Il disciplinare sull’etichettatura di Unaitalia, cui l’azienda aderisce, è di pubblica consultazione? Dove è possibile consultarlo? Tutti i prodotti dell’azienda seguono questo disciplinare?
Ci sono differenze nel numero di veterinari a disposizione tra allevamento convenzionale e biologico?

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lunedì 9 gennaio 2023

Lettera aperta di LAV all'azienda sulla tutela degli animali nei suoi allevamenti

L’inchiesta di Report, appena andata in onda su Rai Tre, mette ancora una volta in luce le gravi problematiche del sistema zootecnico, che produce miliardi di animali ogni anno, con 533 milioni di polli macellati solo in Italia nel 2021 (fonte Banca Dati Nazionale).

Dall’inchiesta emergono degli interrogativi su cui chiediamo chiarimenti ad uno dei gruppi più grandi in Italia nel mercato della carne di pollo, conosciuto soprattutto per la produzione biologica.

Circa il 98% dei polli allevati in Italia per la loro carne è della razza broiler, appositamente selezionata e modificata geneticamente negli anni per sviluppare enormemente e in tempi record le parti del corpo più richieste dal mercato. Ed è così che, attraverso la selezione genetica, i broiler sviluppano in poche settimane di vita un enorme petto, tanto da essere inviati al macello giovanissimi, intorno alle 4 settimane di vita.

Nonostante la loro brevissima esistenza, i polli broiler soffrono di malattie cardiorespiratorie e muscoloscheletriche proprio a causa di un corpo deforme che si ingrossa più di quanto i loro muscoli e il loro cuore possono sostenere. La sofferenza di questi animali è tangibile. Le immagini che abbiamo visto su Report mostrano senza filtri ciò che accade all’interno dei capannoni negli allevamenti.

Ha dichiarato Roberto Bennati, Direttore Generale LAV, durante l'intervista a Report, riferendosi al settore zootecnico in generale: 

La presenza quotidiana della malattia e cioè del far stare male gli animali e accettare che questa malattia sia economicamente tollerabile rispetto al sistema di produzione significa creare un allevamento malato. Dentro questi allevamenti è praticamente impossibile il controllo dato il numero elevato di animali e di allevamenti, ma l’illegalità si radica proprio in questo. Roberto Bennati, Direttore Generale LAV

In Italia il consumo della carne di pollo è in crescita, contrariamente ai consumi di altre carni che sono stabili o in declino. E per rispondere alla richiesta del mercato, ma è chiaro e dimostrato anche dalle immagini dell’inchiesta di Giulia Innocenzi, che questa è una non vita.

Vivere ammassati in capannoni, spesso bloccati e costretti a terra sulle proprie feci perché non in grado di alzarsi, non può essere infatti considerata una vita. Ma tutto questo è noto ai consumatori? Assolutamente no, perché crediamo che nessuno acquisterebbe – per salute? per dignità degli animali? per etica? - un pollo che ha vissuto così miseramente.

Altro dato interessante che emerge dall’inchiesta di Report è: i controlli dei servizi pubblici veterinari, essenziali, sono sufficienti? Probabilmente no, soprattutto considerato che – come spesso accade – vengono concordati con le aziende senza verifiche dettagliate sulla salute di tutti gli animali coinvolti.

Ciò su cui dobbiamo riflettere, visto che abbiamo oltre mezzo miliardo di polli macellati in Italia, è come possiamo fare affinché queste violenze, in un Paese come il nostro che ha riconosciuto gli animali nella Costituzione, si fermino, e non si guardi solo al centesimo di profitto come fa oggi il sistema industriale dei polli. Roberto Bennati, Direttore Generale LAV

Una soluzione, noi di LAV l’abbiamo trovata: ciascuno di noi può contribuire a mettere fine definitivamente alla sofferenza dei polli, scegliendo fin da subito di lasciare la carne di questi animali appena nati fuori dal proprio piatto, al di là di una narrazione pubblicitaria che garantisce prodotti “naturali” e “buoni”, salvo poi scoprire che di naturale, per gli animali che muoiono a 4 settimane con malformazioni fisiche, c’è ben poco.

Pubblichiamo quindi una lettera aperta all'azienda per avere informazioni sulle modalità di tutela degli animali nei loro allevamenti, con domande dirette tra le quali:

Che procedura di gestione mette in atto l’azienda per quei polli non idonei agli standard commerciali, ad esempio che non crescono e restano più piccoli degli altri?
Quali sono i dati sulla mortalità in azienda per le diverse tipologie di allevamento (convenzionale e biologico)?
Viste le problematiche per la salute degli animali legate all’impiego di razze a rapido accrescimento, l’azienda cosa pensa della selezione genetica dei polli broiler?
Viste le problematiche per la salute degli animali legate all’impiego di razze a rapido accrescimento, l’azienda pensa di convertirsi interamente al biologico nei prossimi anni, dismettendo in toto l’utilizzo di razze a rapido accrescimento e riducendo contestualmente il numero di animali allevati?
In quali casi e per quali motivi il pollo Rusticanello, simbolo della produzione biologica dell’azienda, non ha accesso all’aperto? Se del caso, quale percentuale del ciclo di allevamento rappresenta il periodo senza accesso all’aperto?
Quanti sono i polli allevati secondo il metodo biologico in percentuale rispetto al totale dei polli allevati dall’azienda?
Il disciplinare sull’etichettatura di Unaitalia, cui l’azienda aderisce, è di pubblica consultazione? Dove è possibile consultarlo? Tutti i prodotti dell’azienda seguono questo disciplinare?
Ci sono differenze nel numero di veterinari a disposizione tra allevamento convenzionale e biologico?

LEGGI LA LETTERA APERTA DI LAV ALL'AZIENDA

Guarda l'inchiesta di Report

Le immagini trasmesse nel servizio, alcune delle quali ricevute da LAV, mostrano la condizione di sofferenza dei polli rinchiusi in alcuni allevamenti biologici italiani.


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lunedì 9 gennaio 2023

L'inchiesta vuole fare luce sulle condizioni di sofferenza degli animali negli allevamenti

Questa sera andrà in onda su Report alle 21.25 su Rai Tre, un’inchiesta di Giulia Innocenzi che vuole fare luce sulle gravi problematiche del sistema zootecnico che produce miliardi di animali ogni... LEGGI I DETTAGLI

Questa sera andrà in onda su Report alle 21.25 su Rai Tre, un’inchiesta di Giulia Innocenzi che vuole fare luce sulle gravi problematiche del sistema zootecnico che produce miliardi di animali ogni anno, con 533 milioni di polli macellati solo in Italia nel 2021.

Circa il 98% dei polli allevati in Italia per la loro carne è della razza broiler, appositamente selezionata e modificata geneticamente negli anni per sviluppare enormemente e in tempi record le parti del corpo più richieste dal mercato. Ed è così che, attraverso la selezione genetica, i broiler sviluppano in poche settimane di vita un enorme petto, tanto da essere inviati al macello giovanissimi, intorno alle 4 settimane di vita.

Le clip video che stanno già circolando da giorni sui canali social di Report hanno mostrato la crudeltà che si cela dietro i capannoni degli allevamenti intensivi. 

Durante la puntata verranno trasmesse immagini ricevute da LAV.


Attendiamo questa sera per scoprire ancora di più!


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