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Processo Aptuit: valutata messa alla prova per la seconda veterinaria

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Ultimo aggiornamento

martedì 27 gennaio 2026

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Ricerca senza animali

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Abbiamo preso parte all’udienza in qualità di parte civile

Si è svolta oggi in aula una nuova udienza del procedimento penale che riguarda le gravi irregolarità emerse all’interno della multinazionale del farmaco Aptuit di Verona.

Un caso giudiziario complesso che, negli anni, grazie a noi di LAV ha già condotto al sequestro di oltre 50animali,ora salvi per sempre dalla sperimentazione, e alla condanna a sei mesi di reclusione dell’allora Amministratore Delegato e all’ammissione alla messa alla prova (MAP) di una delle Veterinarie, la cui valutazione è prevista per il 19 maggio 2026. 

Nell’udienza odierna, LAV è stata ammessa come parte civile nel procedimento che coinvolge una seconda veterinaria. Durante la stessa udienza, il giudice ritenendo ammissibile astrattamente la richiesta di MAP presentata dalla veterinaria, ha rinviato al 17 marzo 2026 la valutazione formale del programma, previa valutazione del risarcimento del danno in favore delle parti civili costituite.

Anche in questa occasione noi di LAV abbiamo preso parte all’udienza in qualità di parte civile, sottolineando come eventuali misure alternative alla pena debbano riflettere in modo chiaro la gravità delle violazioni accertate e il ruolo di responsabilità ricoperto da chi operava all’interno degli stabulari visti i reati di maltrattamento e uccisione non necessitata di animali. 

Si tratta di un procedimento storico  che ha già fatto emergere serie e preoccupanti criticità nella gestione degli animali impiegati nei laboratori dove non sono stati garantiti nemmeno i criteri minimi imposti dalla legge.

Questo caso simbolo mostra come la   scienza debba andare ben oltre. Ricercatori, politici e cittadini devono impegnarsi, e pretendere, che il principio di legge diventi realtà, garantire il benessere animale e raggiungere il traguardo di una ricerca senza animali.

Ringraziamo l’Avvocata Raffaella Sili del Foro di Roma per l’impegno costante e la professionalità con cui continua a rappresentare in aula gli interessi e i diritti degli animali coinvolti nel procedimento.