L'Assemblea degli animali: il Convegno LAV in diretta Youtube

 

ll Convegno L'Assemblea degli animali si è aperto con una delle video-letture di brani del libro che ha ispirato il titolo dell'evento nazionale LAV, L'Assemblea degli animali di Filelfo (Ed. Einaudi Stile Libero), per poi passare all'analisi della ricerca #CarissimaCarne.

#CarissimaCarne (10:10-10:30)

"Il numero degli animali uccisi è enorme, inimmaginabili i costi ambientali e sanitari", così Gianluca Felicetti, presidente LAV, ha presentato Alessandro Arrigoni e Guido Scaccabarozzi, di Demetra, che hanno illustrato lo studio condotto per realizzare la ricerca, specificando metodologie usate e esponendo i risultati emersi.

"Tra le altre cose, lo studio indica la perdita di benessere per la società rapportato alle emissioni di inquinanti in ambiente e i danni sanitari derivanti dal consumo di carne - hanno spiegato i ricercatori - Un consumo giornaliero di carne aumenta il rischio di contrarre il diabete di tipo 2: nel 2017 il diabete ha causato la perdita di 733 anni di vita (per morte o per disabilità). Il consumo di carne giornaliero per la popolazione onnivora è di 128 g al giorno: maiale, e poi bovino le carni "preferite" dai consumatori italiani. Tra questi, la carne di bovino genera più impatto ambientale: ha minor 'rendimento' perché per chilo di mangime ingerito "produce" meno carne. Poi per le emissioni di metano dovute ai processi digestivi dell'animale".

Le emissioni di gas a effetto serra derivati dalla produzione di carne, confrontata con le produzione dei legumi, in particolare la produzione di soia o piselli, a parità di proteine consumate, hanno un impatto decisamente inferiore rispetto alle carni: l'impatto della produzione di pollo, che è quello più basso, è 20 volte superiore all'impatto dei legumi.

"Una dieta a base di legumi avrebbe un impatto inferiore del 95% rispetto a una di proteine animali", concludono Arrigoni e Scaccabarozzi.

Le inchieste sulla zootecnia (10:30-10:50)

La ricerca #CarissimaCarne è stata presentata in collaborazione con ilfatto.it. Simone Ceriotti, vicedirettore, parlando della ricerca ha affermato: "quando ho letto questa ricerca ho capito che c'era un linguaggio diverso, che parlava dell'impatto economico di certe scelte. Così abbiamo deciso di 'farla nostra e metterci il nostro peso'.

"Il nostro è un mondo ipocrita su questi temi -prosegue Ceriotti - Noi in redazione abbiamo deciso di sposare la campagna di LAV, e sorprendentemente non abbiamo ricevuto pressioni per ammorbidire i temi. Mi ha stupito, invece, che altre testate abbiano pubblicato la ricerca, affiancandola a un fact-checking come a volerne confutare il valore scientifico".

La concezione "produttivista" dell'animale (10:50-11:10)

"Guardo alla LAV come a un punto di riferimento su questi temi, e ho apprezzato il collegamento con il libro di Filelfo", così Fabio Ciconte, di Terra! Onlus, che ha approfondito il tema dell'allevamento intensivo.

"Credo che dobbiamo partire da un punto di consapevolezza: quando parliamo di animali non parliamo di esseri viventi ma di input che poi producono come output la carne e gli impatti negativi. C'è un secondo elemento: oggi tutto parla di transizione ecologica, il rischio è che se tutto è transizione eco, niente è transizione eco. Dietro la concezione produttivista c'è l'animale considerato un input e in quanto tale va considerataIl problema è capire se il genere umano riesce a salvarsi da questa emergenza".

La normalità del male (11:40-12:00)

Gianfranco Marino e Andrea Morabito, del Dipartimento Comunicazione LAV, e Christian, investigatore LAV, ci raccontano come si realizzano le inchieste in incognito negli allevamenti, alcune delle quali confluite nella serie di video "La normalità del male".

"Una delle sfide più complesse è trovare nelle immagini la chiave narrativa per far arrivare il messaggio allo spettatore - afferma Christian - al centro delle nostre intenzione è mostrare come viene considerato l'animale nel sistema di sfruttamento, mettere in evidenza gli attori di questo sistema, chi lo realizza e chi lo protegge. Vogliamo raccontare lo standard dell'allevamento intensivo: al momento le nostre inchieste hanno portato a 4 procedimenti legali per quello che abbiamo documentato. Una delle ripercussioni è il risvolto politico, spesso dalle nostre inchieste scaturiscono interrogazioni istituzionali che chiedono come certe situazioni siano possibili".

"Dietro ai numeri si nascondono gli individui, con le loro caratteristiche, le loro specificità. E' quello che accade a noi investigatori quando entriamo negli allevamenti, prendendo coscienza della sofferenza del singolo si inizia a pensare alla collettività - aggiunge Andrea Morabito - negli allevamenti il tempo scorre velocissimo: gli animali sono spaventati dalla nostra presenza, non è difficile capire perché... alcuni sono assenti, alcuni crollano... pochi sono incuriositi e cercano l'interazione.

Re-immaginare le proteine (12:00-13:00)

Paola Segurini, dell'Area Scelta vegan, ha intervistato Acacia Smith (Good Food Institute) rispetto a un tema legato all'alimentazione, che comporta di re-immaginare le proteine: "possiamo cercare fonti di proteine che siano migliori per l'impatto ambientale e, ovviamente, per gli animali", ha ammesso la Smith.

Secondo Acacia Smith il pubblico al quale rivolgersi è quello degli onnivori e dei flexitariani, stimolandoli ad accettare il cambio di alimentazione "per questo abbiamo pensato a surrogati della carne, per abituare questi consumatori a un nuovo regime alimentare. Oltre a questi, la carne coltivata, per coloro che non accetteranno mai di smettere di mangiare carne. Ovviamente la carne coltivata non ha gli impatti che ha l'allevamento:  si prelevano delle cellule con una biopsia, poi si coltiva con mezzi sintetici, ma si stanno studiando metodi di coltura vegetale".

I consumatori devono essere sensibilizzati in questo senso, e a questo proposito è di fondamentale importanza l'esperienze di mercato, riportata da Alberto Musacchio (CEO Food Evolution), che afferma: "in Italia c'è una sacca legata a un discorso culturale, per cui si tende a guardare solo al proprio spazio vitale. Le cose, però, stanno migliorando, io ho aperto il primo ristorante veg moltissimi anni fa, ora l'offerta è anche più piacevole dal punto di vista del gusto. Io faccio un prodotto vegano che però sembra carne, rivolto a chi non sa rinunciare al gusto della carne, ma che non comporta nessuna sofferenza animale. La mia ottica è sempre stata di tipo propositivo: ti piace la carne, ti faccio la 'carne'".

Secondo Musacchio, bisogna spingere sul volano finanziario/economico: il mondo della carne muove moltissime risorse economiche e lavorative, e questo ha un peso enorme. "Si deve creare produttività anche dando ai giovani possibilità di lavoro, quello che può permettere l'abbattimento dei prezzi e la capacità di stare sul mercato è la diffusione", conclude.

Spillover: i virus zoonotici sono tra di noi (14:40-15:10)

La sessione pomeridiana dell'Asseblea degli animali, si apre con lo scrittore e divulgatore scientifico, David Quammen, autore del bestseller "Spillover", intervistato da Andrea Casini, responsabile LAV Area Animali selvatici.

"Sono numerosissimi i virus zoonotici con cui il genere ha avuto a che fare nei decenni, ultimi dei quali i virus della Sars nel 2006, Mers nel 2012, fino al Sars-Cov2 - afferma Quammen - è una raffica di virus e noi non siamo abbastanza attenti, oppure facciamo delle combinazioni sbagliate. Si tratta sempre di spillover, cioè del passaggio da animale a uomo, a volte con un passaggio a un animale intermendio.

Quammen prosegue spiegando che "in qualche caso i virus arrivati nell'organismo umano prendono il sopravvento: fa parte della natura del virus, e della sua strategia di sopravvivenza, che gli consente di adattarsi, mutando. Ogni loro azione è guidata da un imperativo darwiniano: riprodursi, espandersi geograficamente, estendersi nel tempo, persistere".

Per tutelarci da pandemie future, aggiunge Quammen, dobbiamo chiedere ai nostri leader di diminuire l'impatto dei nostri stili di vita, dei nostri consumi, sul Pianeta, "il vero vaccino è la prevenzione, e ridurre l'impatto umano sul resto del Mondo, il vaccino vero sta nel nostro cambiamento degli stili di vita. Una delle cose è pensare alla quantità di carne che mangiamo e da dove viene".

Perdita di biodiversità e pandemie (15:10-15:40)

Dopo Quammen, è la volta di Lorenzo Ciccarese, Responsabile “Risorse Forestali e Fauna Selvatica”, Ispra - Rappresentante italiano IPBES

Ciccarese cita il Rapporto IPBES, pubblicato nel 2019, secondo cui un quarto delle specie animali è a rischio di estinzione, e le principali cause che stanno portando alla perdita di biodiversità e ai cambiamenti climatici sono le stesse cause che hanno portato alla diffusione di pandemie. Un ruolo importantissimo è legato al cibo e allo sfruttamento degli oceani.

"Per prevenire pandemie in futuro c'è bisogno di ridurre la possibilità di interfaccia tra vita selvatica e vita umana. C'è bisogno di allargare in modo determimante le aree protette", conclude Ciccarese.

Il commercio legale di animali come veicolo delle epidemie (15:40-16:10)

Clifford Warwick (Emergent Disease Foundation) è l'ultimo ospite della sessione pomeridiana dell'evento l'Assemblea degli animali, apre il suo intervento sostenendo che "di solito tendiamo a credere nel progresso, ma nel nostro rapporto con gli animali la situazione è decisamente peggiorata. I commercianti di animali esotici, ad esempio, sono una distopia del modo in cui trattiamo gli animali. Il tasso di mortalità degli animali esotici commercializzati è del 70% e viene considerato dagli addetti al settore la normalità: non molto diverso dal mattatoio, con la differenza che in questo caso dovrebbero sopravvivere

Interazioni e contatti con le specie esotiche, prosegue Warwick, spesso non sono accompagnate da "norme di convivenza", laddove queste potessero alleviare le loro sofferenze, "il paradosso è che spesso sono a contatto con i bambini, per i cui giocattoli stiamo attenti che non siano nocivi, ma non ci preoccupiamo di quali rischi comporti l'interazione con un animale, purtroppo considerato alla stregua di un giocattolo".

"Il fatto che un serpente non possa lamentarsi, non vuol dire che non soffra o provi dolore", conclude Warwick.

Un anno del nostro Manifesto: non torniamo come prima (16:10-17:30)

 

Con il giornalista Riccardo Bocca abbiamo chiuso l'Assemblea degli animali, ricordando il nostro Manifesto #NonComePrima: impegni concreti per scongiurare nuove pandemie

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