LAV: le nostre campagne - spettacoli - cinema e tv - news cinema, teatro, tv, radio e web ii

News Cinema, Teatro, TV, Radio e Web II



  • Tatanka, produzione nega violenza. LAV: da dimostrare
    • 19/05/2011
    • La Minerva Pictures Group, produttrice del film Tatanka, ha affermato in una nota che sul set cinematografico della pellicola, tratta da un libro di Saviano, non si è verificata alcuna violenza sugli animali: una dichiarazione che la LAV, che aveva da subito chiesto chiarimenti in merito ad una sequenza nella quale il protagonista Clemente Russo colpisce con un pugno una bufala, trova non del tutto convincente. La LAV ricorda che lo stesso Russo, intervistato da uno dei più noti free-press, aveva risposto alla domanda “Sul set si è divertito” dicendo: “abbastanza, tranne quando ho dovuto dare un pugno ad un bufalo. Sono un animalista ed in realtà nessun bufalo cadrebbe per un pugno”.

      La nostra casa di produzione non avrebbe mai potuto permettere una simile vergogna - ha ribattuto la Minerva Film in una nota - Gli spettatori del film vedono il pugno alla bufala grazie ai tagli di montaggio, ma possiamo assicurare che nella realtà, in fase di riprese, una tale oscenità non è mai avvenuta. Era presente sul set un veterinario che si è preso cura della bufala e ci ha assicurato l'incolumità fisica e psicologica dell'animale”.

      La LAV replica alle dichiarazioni rese dalla Minerva Film sottolineando che sul set non era presente alcun membro esterno che potesse verificare lo stato di salute e benessere dell'animale, a parte il veterinario chiamato, e dunque presumibilmente pagato, dalla stessa società di produzione.

      Rinnoviamo la richiesta di essere messi a conoscenza  delle reali modalità di svolgimento della sequenza che vede coinvolto il bufalo, con foto o filmati che riprendano l’intera scena,  in modo da constatare l’avvenuta violazione o meno della L.189/04”, ha ribadito la LAV in una nota.

      Nel caso in cui non vi sia stata alcuna violazione di legge, come asserisce la Minerva Group, l'associazione chiede che venga inserita alla fine della pellicola la seguente dicitura: “la scena nella quale il protagonista colpisce un bufalo viola la legge n.189/04 sul maltrattamento di animali, e dunque l’art. 544 del Codice Penale secondo cui chi, per crudeltà o senza necessità, arreca una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, rischia la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell'animale. La violenza sugli animali è da condannare sempre in ogni sua forma. La produzione di questo film condanna tutti gli atti di violenza e reati a danno di animali”.