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Il trasporto delle mucche da latte
Quando una mucca da latte mostra segni di patologie o debolezza, o diminuisce la produzione di latte e la capacità di riproduzione viene giudicata non più redditizia e quindi avviata al macello. In un altro luogo rispetto all’allevamento in cui è sempre vissuta.

Le mucche da latte sono difficoltose da trasportare, perché spesso sono tanto debilitate o sofferenti da non riuscire a deambulare. Un’infinita di elementi combinati come: tecniche di allevamento intensivo, l’alimentazione ad alto contenuto proteico, la selezione genetica per ottenere un’elevata quantità di latte,  i problemi cronici alle zampe, le patologie, la paralisi da parto e altro , le rende vulnerabili e doloranti.

Già al momento delle operazioni di carico numerose mucche non sono più in grado di camminare.
Tante di loro non riescono ad alzarsi e rimangono accasciate: sono le “mucche a terra”.

Spinte, trascinate e sollevate
Nel viaggio verso il mattatoio la sofferenza di queste mucche non è un elemento preso in considerazione.
L’importante è che arrivino a destinazione come carne ancora viva, per permettere all’allevatore di trarne il profitto adeguato. Se muoiono nei pressi o all'interno dell'azienda o del mercato egli, non solo non sarà in grado di ricavarne alcun guadagno, ma dovrà spendere per provvedere allo smaltimento della carcassa,  considerato che non è possibile far entrare nella filiera alimentare umana  - cioè nel  ciclo produttivo della carne – un animale deceduto per malattia.

La normativa italiana ed europeaafferma che gli animali malati, o feriti - che non sono in grado di deambulare autonomamente - non sono idonei al trasporto e conseguentemente è vietato il loro spostamento.
Per loro la legge prevede la macellazione nell'allevamento d'origine o l'abbattimento sul posto e quindi la termodistruzione.

Le realtà osservate nel corso di varie investigazione svoltesi in alcuni Stati dell’Unione Europea, in particolare nei Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Germania e Belgio, denunciano situazioni ricorrenti di mancato rispetto delle norme e i casi di “mucche a terra” sono numerosi. Ciò accade, ovviamente, anche in Italia.

Animali "da reddito"
Gli animali "da reddito” si trasportano al macello tramite camion, su cui devono salire con le loro gambe.  Perché la vendita della carne avvenga, devono arrivare vivi, in qualsiasi condizione ma vivi.

Per legge, in fase di carico (e scarico) gli animali non devono essere mai  mantenuti in sospensione con mezzi meccanici, sollevati o tirati per la testa, le corna, le zampe, la coda o il vello.

La legge viene però contravvenuta e  le “mucche a terra, e non solo loro, spesso vengono: trascinate con una catena o una fune legate a una o a due zampe,  spinte sul camion con mezzi meccanici come pale di trattori,  sollevate e scaricate, dopo averle imbracate sommariamente, nel camion, con l’ausilio di elevatori, verricelli o mezzi meccanici simili.

Un esempio fra tutti, osservato in un mercato alimentare all’ingrosso del Nord Italia, descrive come una bovina che giaceva in terra lungo il passaggio degli animali sia stata: spinta, caricata sul trattore, trascinata per la coda, schiacciata, calpestata,  fatta rotolare sul camion. A queste azioni di violenza, si sono poi aggiunte le torture con un pungolo elettrico, utilizzato in varie parti del corpo, incluse le zone genitale e anale, per almeno 10 volte.

Guarda il video sui trasporti di bovini dal Brasile al Libano.

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