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News Vivisezione
Ricerca: animali per studi dai risultati noti sull'uomo
- 06/08/2010
[di M. Kuan*] L'Istituto Nazionale di Neuroscienze di Torino si è reso protagonista dell’ennesima sperimentazione animale autorizzata, le cui finalità e modalità rispecchiano una scienza obsoleta e datata.
I ricercatori, utilizzando topi vivi, hanno infatti indagato come uno stimolo legato a un ricordo emotivo rimanga impresso nel cervello per sempre, fatto già da tempo documentato nell’uomo. Per dimostrarlo hanno sottoposto animali vivi a scosse elettriche associate a odori pungenti: metodo scientifico tipico di una scienza vecchia di almeno 30 anni e molto simile all’approccio pavloviano che studiava i riflessi condizionati più di mezzo secolo fa.
L’organizzazione gerarchica delle cortecce cerebrali e l’unicità del cervello umano sono scientificamente noti da tempo, la progettazione e autorizzazione di ricerche che non comportino passi avanti nelle conoscenze scientifiche, quindi, e che continuino a lavorare su modelli murini rimane, quantomeno, poco comprensibile.
Lo studio di patologie complesse, come quelle della sfera emotiva, deve avvalersi di metodi scientifici che prendano come modello l’uomo e non un organismo vagamente simile con quattro zampe e una pelliccia; l’unica specie le cui indagini possano essere attendibili, utili e sicure è la nostra.
Ad oggi, infatti, esistono molteplici metodi di ricerca che prevedono la comprensione del funzionamento e degenerazione del cervello umano, a livello clinico e sperimentale attraverso metodi non invasivi su pazienti ammalati o predisposti, come, per esempio, tecniche di brain imaging o studi in vitro.
Studi, come quelli sopra riportati, continuano a far perdere credibilità alla ricerca italiana che è stata un modello da seguire ed ammirare nel panorama scientifico internazionale, ma che sempre più lascia il monopolio culturale agli Stati Uniti e altri Paesi, come dimostra la grande fuga di cervelli italiani all’estero.
Michela Kuan
* Resp.le Nazionale Vivisezione
