Bracconaggio e esche

Agli animali decimati dai cacciatori si aggiungono le vittime massacrate illegalmente dai bracconieri: il bracconaggio è la caccia praticata con modalità proibite dalla legge. 

I bracconieri spesso usano i cosiddetti lacci, freni di bicicletta che diventano veri e propri cappi, le tagliole, trappole a scatto per animali di taglia più grossa, e gli archetti, trappole a scatto con cui i piccoli passeriformi muoiono dissanguati dopo ore di tortura. Per le vittime non c’è speranza: se non muoiono sul colpo, si spengono agonizzanti. Alcune arrivano a scarnificarsi nel tentativo di liberarsi dalla morsa. 

Ma anche gli stessi cacciatori sono spesso bracconieri, lo dimostrano le sanzioni elevate contro i bracconieri che in circa l’80% dei casi sono persone dotate di licenza di caccia, a dimostrazione che il confine tra cacciatore e bracconiere è molto labile, spesso inesistente. 

Ma le vittime non sono solo gli abitanti dei boschi: i cani da caccia vanno troppo spesso incontro alla morte, avvelenati per invidia venatoria perché indispensabili per i cacciatori rivali. 

Grazie al sostegno di soci e donatori, per arginare tutta questa brutalità la LAV collabora con tutti gli organi di Polizia giudiziaria, con la magistratura e con vari osservatori sulla criminalità tramite l'Osservatorio Nazionale Zoomafia. 

Sostienici anche tu nella nostra battaglia per un mondo senza alcuna forma di caccia.