Quali e quanti animali sono uccisi ogni anno?

Le specie cacciabili in Italia sono 48 e ogni cacciatore ha la possibilità di cacciare un numero massimo di animali per ogni giornata venatoria (carniere giornaliero) e un numero massimo per stagione (carniere stagionale). Basandoci sul numero di cacciatori, che in Italia sono circa 500.000, e sui carnieri (il registro del numero di animali uccisi durante una battuta di caccia) delle Regioni Veneto, Lombardia, Sicilia e Toscana, abbiamo elaborato una stima: ogni anno possono venire uccisi legalmente 400 milioni di animali, più di 4 milioni per ogni giornata venatoria, 400.000 per ogni ora, 116 al secondo!

Un numero davvero elevato di animali, che può addirittura aumentare: basti considerare che le informazioni fornite dai cacciatori sono autocertificate, per cui non vi è alcuna certezza che i limiti imposti dai carnieri siano rispettati; inoltre la principale vigilanza esercitata sull’attività venatoria viene svolta dalle guardie venatorie volontarie, che spesso appartengono alle stesse associazioni cui appartengono i cacciatori. In pratica, i cacciatori si controllano da soli.

CACCIA DI GESTIONE

Quella “di gestione” è un tipo di caccia che viene praticata per risolvere problemi di convivenza tra persone e animali selvatici in un determinato territorio. Danni all’agricoltura, distruzione dell’habitat di altri animali e danni al paesaggio sono alcune delle accuse rivolte ingiustamente in particolare a nutrie, cinghiali, daini, cervi, volpi, scoiattoli grigi, cornacchie, cormorani, colombi, ghiandaie e storni. La caccia di gestione è praticabile anche al di fuori dei periodi e delle zone in cui la caccia è normalmente consentita. Il numero di animali uccise è impossibile da quantificare ed è sconosciuto alle stesse amministrazioni locali. 

CACCIA IN DEROGA

Autorizzata dalle singole Regioni, la caccia in deroga viene praticata su alcune specie protette di uccelli, venendo meno a quanto invece imposto dalla Direttiva Europea sugli uccelli. Pur dovendo verificarsi solo in casi eccezionali, la caccia in deroga in Italia è stata condotta per anni, rendendo di fatto cacciabili specie protette nel resto d’Europa. 

CACCIA DI SELEZIONE

La caccia di selezione viene praticata nei confronti degli ungulati: in particolare daini, cinghiali, cervi e caprioli. Anche se riguarda specie regolarmente cacciabili, la caccia di selezione può essere autorizzata dalle Regioni in qualsiasi periodo dell’anno e mira all’uccisione degli animali secondo una suddivisione per genere e classe di età. 

IL BRACCONAGGIO 

Agli animali decimati ”legalmente” si aggiungono quelli massacrati dai bracconieri, persone che praticano la caccia in violazione della normativa nazionale. Il numero di animali uccisi dai bracconieri non potrà mai essere valutato realisticamente poiché, trattandosi di un fenomeno illegale, i dati non sono noti.

RIPOPOLAMENTI 

Quello dei ripopolamenti è un fenomeno strettamente legato alla caccia. Poiché la fauna stanziale è insufficiente a soddisfare i desideri dei cacciatori, milioni di animali, in particolare lepri e fagiani, vengono acquistati e immessi sul territorio esclusivamente per venire cacciati. Un esempio noto in Italia è quello dei cinghiali “stranieri”: a partire dagli anni Sessanta sono stati introdotti per la caccia cinghiali provenienti dall’est Europa che, essendo più grossi e prolifici di quelli nostrani, hanno causato un aumento esponenziale della popolazione di questi animali. Sulla base di nostre stime in ogni Provincia vengono liberati circa 200.000 animali all’anno.

 

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